17 giugno 2008

La Sicilia è solo un'isola

La prima tentazione, dopo aver visto i risultati delle elezioni in Sicilia, è stata di ribadire quello che avevo detto qualche tempo fa: che qualsiasi idiota la destra decida di candidare in Sicilia viene eletto a furor di popolo. Tanto più che, evidentemente, per certi giochi di potere, più è sciocco il candidato più è gradito ai suoi "sponsor".
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, altrimenti mi becco una denuncia.

La seconda tentazione è stata quella di dire che sono i siciliani a essere stupidi, d'altra parte come chiamare chi continua a votare per forze politiche che hanno amministrato per sessanta anni nel peggior modo immaginabile, che hanno impoverito l'isola, che hanno rubato le risorse destinate alla Sicilia per abbassare le tasse dei nordisti, che hanno dimostrato incapacità, corruzione, inquinamenti mafiosi?
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, altrimenti mi tagliano le gomme dell'auto

La terza tentazione è stata di scrivere che la Sicilia è una terra di schiavi, peggio, una terra di servi, che strisciano ai piedi del padrone di turno in cambio di una fetta di "pani e tumazzu". Servi dei fascisti, degli americani, dei mafiosi, dei democristiani e, oggi, servi di questi nuovi padroni.
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, perchè non mi va di sputare in aria e star lì sotto a vedere dove ricade lo sputo.

La quarta tentazione è stata quella di rifugiarmi nelle solite scuse che i siciliani hanno elaborato nei secoli: le dominazioni straniere, la rassegnazione dei vinti, il "cambiare tutto per non cambiare nulla", il pirandellismo d'accatto, l'assenza dello stato, la questione meridionale, il brigantaggio, le politiche antimeridionaliste volute dal nord per tutto il secondo dopoguerra, la Sicilia come deposito e cassaforte elettorale dei governi democristi.
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, perchè non mi va di essere così banale.

La quinta tentazione è stata di non scrivere nulla, di nascondere la testa e di non dire nulla sulla Sicilia, su queste elezioni, sulla stupida soggezione dei siciliani alle mafie, ai politici corrotti, alle politiche assistenzialiste e padronali, alla criminale politica della distribuzione di falsi lavori, false pensioni, falsi corsi di formazione, false invalidità, false cooperative, falsi contratti di formazione e tutta la falsa economia di questa terra
E questo lo scrivo, perchè sono siciliano ma un po' mi vergogno.

2 commenti:

  1. se la nostra realtà venisse portata sullo schermo, potremmo certamente ricavarne un film dalla comicità del "Grande Dittatore". Naturalmente mancherebbe la genialità di Chaplin nel mostrare come la realtà è assurda più del più spiciolo atto di fantasia..
    un caro saluto

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  2. Continuo a permettermi di pubblicare i tuoi art. sul mio blog. Spero non sia un problema, ma rispecchiano spesso il mio pensiero con la differenza che io sono più adatta a leggere che a scrivere. A presto

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