14 giugno 2008

Lavoratori di tutto il mondo, sottomettetevi!

La "libera europa" ne ha fatta un'altra delle sue, o meglio la sta per fare. In una notte di contrattazioni tra i ministri europei, cioè tra un gruppo di politici, persone la cui moralità tutti conoscono bene, sono stati cancellati decenni di lotte civili, più di un secolo di storia sindacale, un lungo cammino di civiltà e di progresso umano.

Come? Semplicemente introducendo nel continente le medesime norme che "regolano" il mercato del lavoro negli USA. In pratica l'unica norma è che non esiste alcuna norma e che il lavoratore sarà soggetto alla volontà dispotica e onnipotente del padrone. Il prolungamento della settimana lavorativa a sessanta ore non è solo una modifica dell'organizzazione del lavoro, non è solo un problema di contrattazione tra padroni e lavoratori, è un grimaldello per distruggere le conquiste sociali e sancire, fascisticamente, la prevalenza del capitale sul lavoro, del padrone sul lavoratore, del profitto sulla vita umana.

Hanno un bel dire che tutto sarà su base volontaria. Chi impedirà al padrone di licenziare coloro che volontariamente hanno scelto di lavorare meno di quanto da lui desiderato? Chi impedirà al padrone di licenziare chi è stato spremuto a dovere? Chi impedirà al padrone di selezionare i suoi futuri assunti sulla base della dichiarazione di accettazione della settimana a 60 ore?

C'è uno Statuto dei lavoratori, in Italia, ma non è un mistero che i fascisti al potere vogliono abrogarlo. In nome della loro unica legge: la volontà del padrone è volontà di dio. E il papa approva e manifesta "gioia" per questo clima politico.

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