06 giugno 2008

Libero arbitrio e servo arbitrio

Mentre la Turchia ci dà lezioni di laicità, con la semplice e chiara affermazione che un simbolo religioso non può essere imposto a nessuno in uno spazio pubblico che, per definizione, appartiene a tutti, in Italia il presidente del consiglio si affretta, poco prima di andarsi a inginocchiare di fronte al papa, a rassicurare le brame di cui la lupa vaticana è "carca". Il governo italiano non ha nessuna intenzione di sottrarre alla chiesa cattolica nè il suo potere di dominio delle coscienze nè la imponente mole di denaro pubblico che serve alla chiesa per mantenere tale dominio.

Nell'Italia a sovranità limitata, una decisione come quella della corte costituzionale turca sarebbe impensabile. D'altra parte la costituzione turca prevede esplicitamente il principio della laicità dello stato, mentre la nostra costituzione ingloba al suo interno il patto "diabolico" tra il totalitarismo fascista e il totalitarismo vaticano.

Immaginiamo che cosa succederebbe se in questo paese una sentenza togliesse i crocifissi dalle aule scolastiche o da quelle dei tribunali. Immaginiamo cosa succederebbe se si interrompesse l'enorme e incontrollato prelievo dell'otto per mille. Immaginiamo cosa succederebbe se si sottolineasse l'incredibile situazione per cui il papa ha più spazio in tv di qualsiasi altro uomo politico, presidente della repubblica compreso.

Ma questa è l'Italia da decenni. Un paese a sovranità limitata. Altrove si può parlare di paesi con libero arbitrio, questo è un paese il cui arbitrio è servo, servo del papa e della chiesa cattolica.

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