28 giugno 2008

Scuola da polizia

Si minaccia di morte un presidente di commissione per ottenere la promozione di tutti gli alunni di una scuola, naturalmente privata. Una notizia come tante ma un significativo allarme sullo stato della scuola in Italia e, ovviamente, sulllo stato delle scuole private.

Chiunque conosca il "mercato" delle scuola private sa bene quanto i generosi finanziamenti che vengono assicurati ai gestori delle scuole private siano potenzialmente criminogeni. Si tratta di soldi facili, puliti, con un basso livello di controlli. Per cui è lecito pensare che anche personaggi non proprio appassionati per la cultura e spinti da puro amore pedagogico siano attratti da questo "mercato".

Oltretutto le scuole private hanno il vantaggio di poter facilmente ricattare i propri insegnanti (fino a due anni fa il livello di promozioni agli esami di stato nelle scuole private era semplicemente ridicolo), e chi non si piega non troverà lavoro in nessuna scuola privata e, quindi, non potrà accumulare punteggio spendibile nella scuola pubblica (altro incredibile e vergognoso paradosso della scuola italiana).

Da quando agli esami arrivano i commissari esterni le cose si sono complicate. Naturalmente le scuole continuano ad assicurare la promozione agli alunni a tutti i costi, sia che si debba ricorrere a trucchi e imbrogli, come è accaduto recentemente proprio dalle mie parti, sia che si debba ricorrere a blandizie o tentativi di ingraziarsi i commissari, sia che, infine, si debba ricorrere alle minacce contro chi non vuole assolutamente piegarsi.

Visto che il presidente del consiglio è alla ricerca di cellule tumorali nella società italiana, speriamo capisca che le scuole private sono il cancro che sta uccidendo la serietà della formazione in questo paese.

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