09 luglio 2008

All'inferno #2

Ed el gridò: «Se' tu già costì ritto,
Se' tu già costì ritto, Bonifazio?
Di parecchi anni mi mentì lo scritto.
Se' tu sì tosto di quell'aver sazio
Per lo qual non temesti tòrre a 'nganno
La bella donne, e poi di farne strazio?»
[...]
Di sotto al capo mio son li altri tratti
che precedetter me simoneggiando,
Per le fessure de la pietra piatti.
Là giù cascherò io altresì quando
Verrà colui ch'i' credea che tu fossi,
Allor ch'i' feci 'l sùbito dimando.
Ma più è 'l tempo già che i piè mi cossi
E ch'i' son stato così sottosopra,
Ch'el non starà piantato coi piè rossi:
Chè dopo lui verrà di più laida opra,
Di ver ponente, un pastor sanza legge,
Tal che convien che lui e me ricuopra.
Nuovo Iasoòn sarà, di cui si legge
Ne' Maccabei; e come a quel fu molle
Suo re, così fia lui chi Francia regge»

Dante, Divina Commedia I, XIX, 52-87


Francesco venne poi, com' io fu' morto,
Per me; ma un d'i neri Cherubini
Li disse: "Nol portar; non mi far torto.
Venir se ne dee giù tra' miei meschini,
Perché diede 'l consiglio frodolente,
Dal quale in qua stato gli sono a' crini:
Ch'assolver non si può, chi non si pente;
Né pentere e volere insieme puossi,
Per la contradizion che nol consente".
Oh me dolente! come mi riscossi,
Quando mi prese, dicendomi: "Forse
Tu non pensavi ch' io loico fossi!"
A Minos mi portò; e quegli attorse
Otto volte la coda al dosso duro;
E, poi che per gran rabbia la si morse,
Disse: "Questi è d'i rei del fuoco furo";
Per ch' io là dove vedi son perduto,
E si vestito, andando, mi rancuro.

Dante, Divina Commedia I, XXVII, 112-149

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