21 luglio 2008

La scuola nemica #1

L'ultimo è stato Bossi, ma se il "ministro" con il suo stile pecoreccio suscita la compassione per chi a scuola deve esserci andato poco e male, altrettanto non può dirsi dei suoi colleghi di coalizione, dei tanti ministri e dello stesso gran capo della destra.

Bossi vorrebbe compiere una pulizia etnica nelle scuole "padane" allontanando i professori "terroni" così come Maroni vorrebbe farla sulle strade "padane" allontanando gli "zingari", ma al di là delle parole risibili dette sui professori del sud, c'è da notare che è in corso un'azione di accerchiamento contro la scuola pubblica, una santa alleanza benedetta dal papa, sostenuta da razzisti, fascisti e mafiosi e portata avanti dalla stessa ministra dell'istruzzione con la cooperazione della presidente della gommissione gultura. Obiettivo? Distruggere la grande nemica: la scuola pubblica

Assieme alla giustizia e l'economia, la scuola è il principale obiettivo dell'azione della destra nel suo attacco definitivo alle libertà di tutti. L'instaurazione dello stato autoritario, che è nei progetti dell'attuale maggioranza di governo, passa attraverso un annichilimento della funzione di controllo dell'ordine costituzionale svolta dalla magistratura, attraverso il consolidamento della disparità economica come garante della differenza sociale e attraverso l'eliminazione di quel fattore di mobilità e di equilibrio sociale costituito dalla scuola pubblica.

In particolare la scuola pubblica italiana, negli ultimi 45 anni, dall'epoca della riforma della scuola media unica, ha costituito un importante strumento per attenuare le disparità sociali, per dare a tutti opportunità di migliorare sé stessi, per cercare di attuare, al di là delle belle parole, l'art. 3 della costituzione, laddove dice che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese».

Afflitta da mille difetti, azzoppata da decenni di cieca gestione ministeriale democristiana, sabotata per favorire le scuole classiste della chiesa cattolica, impoverita di risorse umane ed economiche, costretta a diventare sentina di annoiate mogli di professionisti in cerca di svago, privata di dignità da scelte politiche avventate e da riforme (Berlinguer, Moratti...) di tale colossale stupidità da meritare l'eterno abominio dei posteri, consegnata a presidi/manager inetti o avidi (se non entrambi), la scuola è pronta per il colpo di grazia, anzi, di Mariastella.

E qui interviene una ministra che ritiene che il massimo della riforma sia tornare all'obbligo dei grembiulini per i bambini. Mettere Gelmini a guidare la scuola è come mettere Gasparri alle telecomunicazioni, Storace alla sanità, Alfano alla giustizia o Tremonti all'economia. Una scelta tanto sciagurata da non poter essere interpretata come casuale. Si tratta di una precisa e deliberata volontà di fare terra bruciata.

Ne riparleremo.

2 commenti:

  1. purtroppo non so darti torto. la scuola pubblica: dileggiata, umiliata, depauperata...dalla gelmini e company (tremonti, brunetta e...bossi!)

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  2. kissà se sto odio contro i professori terroni non derivi dal fatto ke Bossi jr. sia stato quest'anno e per la seconda volta bocciato.... cmq grande Prof ciao!

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