28 luglio 2008

La scuola nemica #2

Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Eppure era così semplice, così banale, così a portata di mano! La disastrata scuola italiana sarà salvata da una geniale intuizione la cui maternità viene equamente condivisa dalla ministra dell'istruzzione e dalla presidente della gommissione gultura. Qual è l'idea che salverà la scuola da tutte le sue ambasce? Semplice: affidare la selezione del personale docente ai presidi. Ogni preside avrà la possibilità di scegliere i propri docenti da un elenco di docenti qualificati e sarà lui solo a essere responsabile di tali scelte. La scuola vedrà di colpo migliorare la qualità del corpo docente e nessuno potrà più lamentarsi del cattivo funzionamento della scuola perché i presidi, onnipotenti e infallibili più di domineiddio saranno legislatori, giudici e boia della scuola italiana. Naturalmente noi insegnanti, fannulloni, ignoranti, comunisti e "egualitaristi" (apprendo con sommo stupore che l'egualitarismo è qualcosa di cui vergognarsi...) siamo contrari, per corporativismo e per difesa del privilegio (nel mio caso il privilegio è un salario da 1300 € al mese...), ma le sorti magnifiche e progressive non possono essere fermate da qualche misero dissidente.

Ciononostante mi permetto di dissentire e cerco di giustificare questo mio attacco di dissenteria.

Affidare ai presidi la scelta dei docenti significa introdurre nella scuola il tumore che ha devastato l'intera società italiana, la politicizzazione. Certo, i professori hanno idee politiche, ci mancherebbe, ma - questo è il bello - non vengono selezionati in base alle loro idee politiche. Ho incontrato, nella mia carriera nemmeno tanto lunga, professori comunisti e professori democristiani, estremisti di sinistra, anarchici, socialisti, fascisti, una volta ho incontrato anche uno con evidenti simpatie per forza nuova e, temo, potrebbero esistere anche professori leghisti. Per non parlare dell'enorme quantità di professori italoforzuti che appesta le nostre aule. I presidi, invece, vengono scelti per aree di appartenenza politica, per cui ce ne sono due grandi categorie: quelli di destra (per lo più ANP) e quelli di "sinistra" (per lo più CGIL). Giocoforza i presidi di destra assumeranno professori di destra, i presidi di "sinistra" assumeranno professori di "sinistra" (cioè area PD). Questo comporterà un appiattimento colossale della scuola italiana. I presidi cattolici farciranno le loro scuole di insegnanti cattolici e così via. Alla fine la selezione non avverrà più sulla base del merito o della competenza didattica, ma solo sulla base dei padrini politici.
(continua)

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