11 luglio 2008

Maestra di disumanità

 

Di tutti gli inaccettabili assolutismi (politico, economico, mediatico, culturale...), l'assolutismo etico è il più odioso, e odiosissimo è l'atteggiamento di chi difende e promuove questo assolutismo.

L'idea stessa che esista una morale indiscutibile ed eterna è, oltre che palesemente errata e stupida, profondamente disumana. La stessa chiesa cattolica, che su una morale eterna - divina -  fonda tutta la sua dottrina etica, è stata costretta nel corso del tempo a modificare le sue norme per adattarsi ai tempi e sopravvivere. La condanna medioevale dell'usura è stata ritirata in tutta fretta quando, col progredire della società moderna, una simile condanna avrebbe alienato alla chiesa le classi più ricche dell'Europa tardomedioevale. La chiesa fu così scaltra da inventare in tutta fretta il purgatorio per trasformare la condanna degli usurai in una fonte di guadagno grazie ai lasciti e alle indulgenze. Pio IX, in odore (fetore) di santità, considerò estremamente morale rapire un bambino ebreo di sei anni alla sua degnissima famiglia e farlo educare da estranei. La famiglia, allora, non era considerata certo con il valore e la stima di cui la chiesa finge oggi di circondarla. Il piccolo Edgardo Mortara fu rapito dalla famiglia, costretto con la forza a diventare cattolico e subì un lavaggio del cervello tale da diventare sacerdote ed essere cinicamente usato come strumento per tentare (inutilmente) di convertire altri ebrei.

Allora di che morale ci parlano?

Se poi il valore della vita è, come dice qualcuno, INDISPONIBILE E ASSOLUTO, ci racconti, mons. Fisichella, del perchè il papa-re disponeva allegramente della vita di coloro che faceva giustiziare da Mastro Titta. Ah certo, in quel caso la vita non contava...

La chiesa cattolica è la stessa chiesa che negò i funerali a Piergiorgio Welby e che, invece, praticò la sospensione delle cure nei confronti di Giovanni Paolo II ricorrendo, di fatto, all'eutanasia (Cfr. La dolce morte di Karol Wojtyla in Micromega 5/2007 e L'eutanasia di papa Wojtyla che la chiesa vuol nascondere in Micromega suppl. del 30/11/2007).

Dimostrando una disumanità sconvolgente, i tromboni della chiesa si sono lanciati nella loro ennesima crociata, calpestando la sofferenza di un'altra famiglia, disinteressandosi dell'essere umano concreto e del suo vissuto per difendere una "vita" teorica che non esiste e che, se esistesse come la chiesa la proclama, non varrebbe la pena di essere vissuta nemmeno per un istante.

Non dovremmo parlare, invece, del caso di Eluana Englaro, per il rispetto che si deve portare alla sofferenza della famiglia e al suo dramma personale di corpo sequestrato e costretto a vivere vegetativamente da sedici anni da parte di uno stato etico che con le sue leggi si sente in diritto - eccome! - di disporre della vita di tutti sostenuto da una chiesa maestra di disumanità. Ma d'altra parte il trono e l'altare si trovano sempre alleati quando si tratta di sottrarre la libertà e la vita dei sudditi.

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