04 luglio 2008

Propaganda e regime

 

Immagine di Le origini del totalitarismo La combinazione di credulità e cinismo era stata caratteristica della mentalità della plebe prima di diventare un fenomeno quotidiano di massa. In un mondo in continuo mutamento, e sempre più incomprensibile, le masse erano giunte al punto di credere tutto e niente, da pensare che tutto era possibile e niente era vero. Il miscuglio era di per sé notevole, perché annunciava la fine dell'illusione che la credulità  fosse una debolezza delle anime semplici e primitive e il cinismo un vizio degli spiriti superiori e raffinati. La propaganda di massa scoprì che il suo pubblico era pronto in ogni momento a credere al peggio, per quanto assurdo, senza ribellarsi se lo si ingannava, convinto com'era che qualsiasi affermazione fosse in ogni caso una menzogna. I capi totalitari basarono quindi la loro agitazione sul presupposto psicologicamente esatto che in tali condizioni la gente poteva essere indotta ad accettare le frottole più fantastiche e il giorno dopo, di fronte alla prova inconfutabile della loro falsità, dichiarare di aver sempre saputo che si trattava di una menzogna e di ammirare che aveva mentito per la sua superiore abilità tattica.

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo

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