18 agosto 2008

Basta la parola

 

giovanardi_carlo Adorabile personaggio, Carlo Giovanardi.

 

Al tempo della legge 40, la legge che ha fatto ripiombare l'Italia nel medioevo e ha costretto migliaia di coppie a emigrare in Spagna o Turchia per poter avere figli, paragonava i sostenitori del no alla legge ai nazisti.

15900921_7ecfc2d8b4_oOggi si affatica a allontanare qualsiasi possibile sospetto di razzismo dai suoi compagni di governo, dopo che il papa ha richiamato al rischio del rinascere del razzismo (e se lo dice lui...).

Riesce persino a dire che "ogni uomo è mio fratello", con l'acuta osservazione che "c'è Caino e c'è Abele". Dicendo, cioè che la discriminazione è nei fatti. Non lo chiama razzismo, nega che ci sia il razzismo, ma alla fin fine, sembra dire: non siamo noi a essere razzisti, sono loro che si ostinano a essere zingari.

Sempre lui, a proposito della successione al trono del PDL paragona Berlusconi al papa, superando in adorazione ed esaltazione del capo tutta la truppa forzitaliota, persino lo stesso Emilio Fede.

Consiglio la quotidiana lettura del suo sito: è una miniera di gustoso relax, da Gava patriota e combattente per la libertà, all'accusa che lui (compagno di partito di Berlusconi) fece alla moglie di Prodi di avere partecipazioni in società "a catena, piramidali".

Impagabile!

 

2 Silvio Berlusconi e Carlo Giovanardi
Giovanardi con il capo del governo italiano Giovanardi e il papa

 

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