28 agosto 2008

Dimenticare Pio La Torre

Non è tanto la decisione di cambiare l'intitolazione di un aeroporto, non è nemmeno il fatto che tale decisione sia stata presa da una giunta di destra, quanto il fatto che il segnale lanciato è chiarissimo: di certe cose non si deve nemmen parlare.
Ma di quali cose? Quali gravi colpe ebbe Pio La Torre per meritarsi, 26 anni dopo, il tentativo di damnatio memoriae da parte di questi solerti ripulitori della memoria?
Pio La Torre era COMUNISTA. In un paese dove i comunisti non hanno più il diritto di esistere politicamente, dove i giovani comunisti vengono sottratti ai genitori (per essere rieducati sul modello di Arancia Meccanica?), in questo paese un comunista deve essere additato come mostro, certo non glorificato.
Pio La Torre era PACIFISTA. In un paese che manda i militari in giro per il mondo, che si schiera dalla parte dei più forti, che è governato da chi ritiene di poter risolvere tutti i problemi (immigrazione, ordine pubblico, spazzatura, scuola...) con colpi di mano e esibizioni muscolari, in questo paese di un pacifista si deve perdere la memoria.
Pio La Torre era ANTIMAFIOSO. In una paese in cui la parola d'ordine della mafia è fare affari e non fare rumore e la parola d'ordine della politica è convivere con la mafia, in un paese in cui si può arrivare ai massimi livelli politici, economici, burocratici, pur avendo ambigue frequentazioni e comportamenti, meglio dimenticare gente così, nemica del mercato, del dialogo, del progresso economico.
Pio La Torre era un UOMO e, nella terra dei quaquaraquà, questo è un peccato capitale che va punito con la cancellazione del nome, perchè per certa gente la morte non basta.

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