21 agosto 2008

I Galli nel pollaio

Povera scuola italiana, ora che anche Ernesto Gallidellaloggia se ne è occupato sul solito editoriale nella prima pagina del Corriere, è chiaro che la scuola è in crisi. Se  Gallidellaloggia si può permettere di pontificare sopra il lavoro di insegnanti, alunni, personale ATA e dirigenti, significa che la scuola ha perso del tutto il rispetto di cui godeva in passato.
A dire il vero sono stato a lungo tentato di esaminare punto per punto l'editoriale di Gallidellaloggia, come avevo fatto in precedenza con quello di Alberoni, tuttavia ho desistito, un po' per accidia, un po' perchè Gallidellaloggia, a differenza di Alberoni, si limita a inanellare una serie di affermazioni di tale piatta banalità da non meritare alcun commento, se non una alzata di spalle.
La scuola ha perso rispetto, c'è crisi di identità negli insegnanti, manca un'idea di "Italia" su cui basarsi e bla bla bla. Chi ha tempo da perdere può leggersi l'editoriale e meditare.
Ma mi fa incazzare non poco che Gallidellaloggia metta su carta una affermazione di tal genere: «Il sintomo politico più evidente della crisi in cui versa la scuola è il sostanziale disinteresse, venato di disprezzo, di cui, al di là di tutte le chiacchiere di maniera, essa è ormai circondata dall’intera classe dirigente, a cominciare per l’appunto dalla classe politica».
Questo, per me, è proprio un sintomo contrario. L'avversione della classe politica nei confronti della scuola italiana è, a mio avviso, uno dei pochi segnali del fatto che la scuola italiana ha ancora un senso e un ruolo in questo paese.
La nostra classe politica ha un unico modello: la televisione. E, in specie, la televisione berlusconiana. L'ideale della nostra classe politica è una enorme mediaset dalle Alpi a Lampedusa, un'industria di rincoglionimento di massa che trasformi gli italiani, tutti senza eccezioni, in una massa amorfa e deforme a modello dell'italiano medio sognato da Berlusconi, quell'italiano medio, ignorante, imbecille, insignificante che voti in massa e acriticamente per i partiti di regime, tutti senza eccezione, da destra a sinistra.
Che questa classe politica di ladri di libertà odi la scuola, che i vari Tremonti/Gelmini tentino di distruggere la scuola pubblica, indica che in questa scuola, terremotata da decenni di tentativi di affossarla, è ancora vivo un barlume di intelligenza e di libertà di pensiero.
Fino a quando, non lo so.

4 commenti:

  1. vorrei tanto avere la tua stessa sicurezza....
    purtroppo temo che questa classe politica, tutta, odi la scuola pubblica molto piu' semplicemente perche' la ritiene inutile... e pero' costa....
    Sai quanti posti clientelari funzionali alla gestione della nuova classe sociale del consenso si potrebbero invece avere se si potesse smettere di spendere tutti quei soldi inutilmente?
    :(

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  2. Costa, e non rende, perchè di tutti quei ragazzini che stanno lì dentro, qualcuno, ragionando, c'è pure il rischio che non voti più questi tali, e che non legga con un ohhhh di deferente ammirazione le banalità di Alberoni e Gallidellaloggia.

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  3. FreeDoom!!! Epistula non erubescit22 agosto 2008 20:56

    Un link che reputo interessante per vedere l'oparato dell'attuale ministro della pubblica istruzione:
    http://www.openpolis.it/politico/447


    riporto da www.precari.org
    e francamente sono preoccupato
    SCUOLA: GELMINI, SMANTELLIAMO VIRUS IDEOLOGICO CHE LA INFETTA DAL '68

    (ASCA) - Roma, 22 ago - ''Smantellare la costruzione ideologica fatta di vuoto pedagogismo che dal 1968 ha infettato come un virus la scuola italiana'': e' questo, secondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, l'obiettivo del centrodestra sul piano scolastico, con una ricetta che passa per alcune parole chiave: ''Autorevolezza, autorita', gerarchia, insegnamento, studio, fatica, merito''.

    Lo scrive la stessa Gelmini in una lettera al Corriere della Sera, spiegando: ''Dal 1968 ad oggi la scuola e' diventata quello che puo' e non deve essere: un ammortizzatore sociale, una macchina erogatrice di stipendi, per giunta inadeguati, per gli insegnanti''.

    ''In quarant'anni di ideologia 'politicamente corretta', di dominio ideologico della sinistra - aggiunge il ministro - la scuola e' diventata una tipografia di diplomi inutili e inutilizzabili, un mostro burocratico produttore di normative e circolari che si contraddicono l'una con l'altra''.


    costoro negli ultimi 10 anni hanno distrutto la scuola e l'univeristà con una pletora minilauree, lauree brevi, lauree specialistiche, fantomatici master online; possibilità di abbreviare gli studi universitari con convalida di crediti in università compiacenti ... ...

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  4. Le prove di democrazia alla cilena continuano:

    http://www.youtube.com/watch?v=mtHnPYgEVJ0

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