30 agosto 2008

I tre becchini della riforma Gelmini

I difensori della scuola pubblica hanno in mano un'arma micidiale contro il progetto della ministra dell'istruzzione di annientamento scientifico del sistema formativo costituzionale. Gli italiani sono stati, finora, insensibili a tutti gli argomenti. Se ne fregano della democrazia, se ne impipano della costituzione, se ne sbattono della cultura, se ne fottono della formazione dei loro figli. Il martellamento dei giornali e delle televisioni al servizio del padrone ha convinto gli italiani che occorre distruggere la scuola per renderli felici.
Ma adesso c'è un argomento decisivo al quale, per quanto resi stupidi dal regime mediatico berlusconiano, nemmeno gli italiani sapranno resistere. Si sveglieranno dal sonno profondo nel quale sono caduti e riprenderanno il cervello dal fosso profondo dentro il quale l'hanno gettato.
Quale argomento? Semplice. I tre testimonial che si sono mobilitati per difendere la riforma della Gelmini. Sono, infatti, scesi in campo tre indiscutibili protagonisti del pensiero pedagogico e della psicologia infantile a fianco delle norme volute dalla Gelmini. Si tratta di Fabrizio Cicchitto, Bruno Vespa e Roberto Calderoli. Ammetterete che con simili autorevoli sponsor, la riforma della scuola è morta prima di nascere. Nemmeno gli italiani saranno talmente idioti da non capire che si tratta di una presa per il sedere.

2 commenti:

  1. Il problema è che gli italiani non capiranno...sono troppo presi a sognare il ritorno alla scuola degli anni '50...lo smantellamento della scuola pubblica viene subito dopo la caccia allo straniero...questo governo mostra i muscoli e digrigna i denti e non c'è nessuno a fermarne la folia!

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  2. purtroppo i tre personaggi è da tempo che parlano, e sono ascoltati. niente fa presupporre che stavolta non lo siano. credo che gli italiani non riusciranno mai ad essere un popolo come gli altri, non abbiamo mai sviluppato senso critico e nemmeno democratico. lo dice la nostra storia, almeno dal 1870 ad oggi. se consideri che, ad esempio, il 20 settembre non è festeggiato come festa nazionale, credo proprio che rubandoci la memoria, ci abbiano completamente privato del futuro.

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