12 agosto 2008

La rieducazione

Il rimedio per tutti i problemi della scuola italiana? Semplice: nozionismo e repressione! L'autore di questa geniale soluzione è uno degli intellettuali più degni dell'Italia contemporanea, Francesco Alberoni, il quale, dopo aver a lungo meditato su quali vie siano da percorrere per migliorare una scuola che «negli ultimi venti anni [...] è così degradata», produce una riflessione dalla quale non si può prescindere.

Davvero interessante seguire il ragionamento alberoniano passo passo.

Anzitutto, il professore denuncia come nessuno oggi sappia capire la differenza tra italiano e matematica o tra biologia e storia. Dice, infatti, che occorre «tornare a distinguere nettamente le materie: italiano, storia, matematica, fisica, scienze naturali». Mi chiedo, dopo aver letto questa interessante riflessione: cosa ho insegnato fino a oggi? Convinto di insegnare filosofia e storia corro il rischio di scoprire di aver insegnato estimo ed educazione fisica. Ecco da dove derivano tutti i problemi di comunicazione a scuola. Io credo di parlare di Hegel e i miei alunni prendono appunti sulla fotosintesi clorofilliana; mentre tento di far capire la complessità della politica giolittiana i miei alunni colgono insegnamenti sull'apparato riproduttore... Ovvio che poi i ragazzi rendano male!

Sono i libri, ovviamente, ad aver colpa di tutto. Non esistono (come credevo accadesse, prima di aver letto Alberoni) libri di valore e libri un po' meno validi, ma solo libri in cui «anziché le opere dei classici, trovate penosi scritti di sconosciuti probabilmente amici degli estensori» e, soprattutto, «complicatissimi e astratti metodi di analisi del testo che darebbero il voltastomaco a qualsiasi vero scrittore»; per fortuna basta leggere i libri scritti dagli Alberoni, veri scrittori, per tornare a respirare aria d'alta letteratura.

Ma Alberoni ha un altro apodittico suggerimento: «predisporre programmi razionali». Che acume! Ovviamente ho riflettuto sulla mia programmazione annuale e ho capito che finora ho ecceduto in irrazionalità: pensavo, addirittura, di dover trasmettere strumenti critici per dar libera possibilità di formarsi opinioni e strumenti logici per esprimere tali opinioni nel confronto con altre, difendendole o modificandole. Mi pento!, d'ora in poi cercherò di essere più razionale: il mio compito sarà «rimettere ordine nella mente degli studenti». E io che, ai miei tempi, protestavo contro i professori "parrucchieri di cervelli", e invece è proprio questo che devo diventare!

Tra i difetti maggiori dell'insegnamento, secondo il professor Alberoni, va lamentato che «per la storia si parla dell’evoluzione dell’uomo dalla scimmia»; in effetti tali sconcezze non andrebbero insegnate ai fanciulli. Meglio far imparare a memoria l'elenco degli imperatori romani da Ottaviano a Romolo Augustolo oppure l'esatta sequenza della battaglie nella Guerra dei Cento Anni. A che scopo infatti chiacchierare vanamente: «sulle condizioni economico sociali senza i personaggi, senza gli accadimenti, senza le date». Si corre il rischio che qualche ragazzo possa pensare che la storia abbia una qualche utilità e non sia quello splendido esercizio di memoria fine a se stesso che invece deve essere.

«Il risultato è che quando i nostri ragazzi fanno i test internazionali risultano all’ottantesimo posto dopo l’Uganda. Perché non hanno un ordine mentale e non conoscono le nozioni fondamentali». Ecco la parola magica: N O Z I O N I! Di questo i giovani italiani hanno bisogno per farsi avanti nella vita, per superare i giovani ugandesi (mai nessuno che abbia il dubbio che i giovani ugandesi possano essere migliori dei giovani italiani, semplicemente?). L'anno prossimo spiegherò e chiederò l'esatta relazione esistente tra gli scritti di Alessandro di Hales e quelli di Giovanni de La Rochelle, pretendendo l'elenco esatto di tutti i luoghi degli scritti di Alessandro in cui siano interpolati frammenti degli scritti di Giovanni e a chi non saprà rispondere...

Già, che succederà a chi non saprà rispondere? Aqui està el busillis! Dios nos valga! Mica posso più limitarmi a mettere "due" in pagella o a bocciare qualcuno... rimedi insufficienti tipici di una scuola degradata! E ovviamente, come giustamente dice il professor Alberoni, «sono inutili le chiacchiere in nome della democrazia e della partecipazione». Al bando le inutili chiacchiere sulla democrazia, perchè «l’insegnamento non è democratico, è fondato sulla separazione fra chi sa e chi non sa, fra chi insegna e chi impara, fra chi indica i valori ed i comportamenti corretti e chi li deve apprendere», e io che credevo che l'insegnamento fosse un incontro, un dialogo, uno scambio, un servizio, una compartecipazione agli utili della cultura umana. Invece no! l'insegnamento è separazione, rifiuto della inutile logica democratica, è attività di maestri che operino «una rieducazione radicale» dei giovani fanciulli, che «imprimano chiaramente nella mente degli allievi» le buone regole della morale e del comportamento. Per ottenere ciò, come giustamente propone Alberoni, occorre «ridare, per legge, potere e autorità disciplinare agli insegnanti». Una bella legge - che gran soluzione! - nella quale si imponga il rispetto degli insegnanti, pena la prigione; il silenzio in classe, pena la fustigazione; lo studio mnemonicamente perfetto delle nozioni, pena l'elettrocuzione dei genitali.

Ma, soprattutto, e qui c'è la mia modesta proposta, si dovrebbe imporre per legge a tutti gli studenti indisciplinati una punizione orribile: li si rinchiuda in una stanza a sentire per ore e ore la lettura continuata dell'opera omnia del professor Alberoni (e magari anche di Rosa Giannetta)!

P.S. Inutile sottolineare che le parti più divertenti del post, quelle scritte in azzurro, sono da attribuirsi all'ineffabile penna del prof. Alberoni. Leggere per credere!

9 commenti:

  1. O madonnina santa! E a quando il salto nel cerchio di fuoco e il tema sull'utilità del moschetto????
    (Una collega insegnante)

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  2. Ti ho linkato il post, con replica ad Alberoni. Ciao.

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  3. ti ho letto grazie alla segnalazione di Galatea.

    Sono una studentessa di storia presso l'università (un po' grandicella, a dir la verità: mi sono iscritta dopo i trenta) e ho subito apprezzato il fatto che lo studio universitario è molto diverso da quello delle superiori (ad esempio): anzichè studiare date a memoria si studia le motivazioni che hanno portato a determinati accadimenti. E secondo me è molto più utile che una sequenza cronologica. Ma evidentemente il prof. Alberoni preferirebbe la filastrocca dei sette re di Roma... Però, ecco, mi piacerebbe che me ne dimostrasse l'utilità...

    un saluto

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  4. io che credevo che l'insegnamento fosse un incontro, un dialogo, uno scambio

    spiacente, non lo è. CHe siano nozioni o altro non conta, quello che conta è che TU sai delle cose e l'alunno no, ergo può imparare solo se tu gliele insegni. Non ci può essere dialogo tra chi sa e chi non sa, il dialogo è tra pari, e fingere che docente e alunno siano pari è ipocrisia.

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  5. Mi spiace che l'Anonimo non sia altrimenti contattabile. Cito dallo Statuto degli studenti in vigore in Italia (Art.1 c.2)[http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/statuto3.html]:

    La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e con i principi generali dell'ordinamento italiano.

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  6. e chissenefrega dello statuto degli studenti? Com'è che questa mitica comunità di dialogo produce gli studenti più ignoranti d'Europa?

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  7. Caro coraggiosissimo anonimo, tu sei la risposta alla tua domanda.

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  8. ma alberoni se ben ricordo in un'intervista televisiva confuse il termine cinefilo con CINOFILO

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  9. non credo che il ritorno al nozionismo, all'elenco delle battaglie con date e nomi, sia la soluzione per la scuola italiana. però penso che sia necessario anche quello. ricordo quando studiavo il risorgimento italiano, mi fecero imparare i nomi delle battaglie più importanti, ed i generali che erano al comando. certo è che sui motivi di quelle battaglie, poco o nulla mi insegnarono. ho trovato insegnanti di italiano dei miei figli che han dato loro libri da leggere durante l'anno e per le vacanze, ed altri che non si curavano nemmeno di indicare il nome dell'autore di un brano letto in classe.
    peccato che con la 'sinistra' al governo non sia stato fatto alcun passo avanti (lo dico da genitore, non da insegnante: magari non li ho visti io), ed aspettarsi che lo facciano ora....

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