06 agosto 2008

La scuola nemica #5

Parliamo, finalmente, di questo benedetto sette in condotta. Il messia, il cristo, il salvatore che ricostruirà la scuola italiana, che cancellerà le nefaste conseguenze del Sessantotto col suo egualitarismo e con la sua tolleranza, che spaventerà a morte i bulli, che riporterà ordine e disciplina nella società, che farà tornare la scuola verso l'età dell'oro.
Davvero c'è qualcuno che pensa che il difetto principale della nostra scuola sia la scomparsa del sette in condotta e, quindi, della possibilità da parte del consiglio di classe di bocciare un ragazzo sulla base del suo "cattivo comportamento"?
Evidentemente è gente che non ha mai messo piede in una classe. Non che i bulli non esistano, anzi... ma non è certo una bocciatura che risolve il problema. Da una parte ci sono i bulli incalliti, resi tali da un ambiente familiare e sociale disastrato (ivi compresi i figli di "buona famiglia" perchè le buone famiglie borghesi sono quanto di più disastrato possa trovarsi in questo paese), da un'educazione ricevuta in quartieri degradati, da un disprezzo totale per la cultura, l'educazione e la scuola in sé, giudicata tempo perso e solo occasione per conoscere ragazze o per "divertirsi" A costoro la minaccia del sette in condotta provoca crisi di ilarità. A meno che non si voglia trovare un modo per sbatterli fuori dalla scuola e liberarsi del problema. Ma per questo non serve il sette in condotta. In genere questo tipo di bulli fa tutto tranne che studiare e quindi vengono bocciati per il profitto. L'altra categoria di bulli è quella di coloro che compiono atti di bullismo in modo inconsapevole, credendo divertente e innocente prendere pesantemente in giro il compagno, fracassare qualche arredo scolastico o mettere su youtube il video col prof che legge il giornale o della profe che porta la minigonna. Questi bulli denunciano una carenza del sistema educativo e della trasmissione dei valori, ma non è col sette in condotta e con la bocciatura che si pone rimedio a una società talmente disumanizzata da essere incapace di trasmettere un minimo di sensibilità e consapevolezza.

A chi serve, allora, il sette in condotta?

  • Serve a tranquillizzare la cattiva coscienza di chi lascia gli insegnanti soli a combattere una battaglia persa in partenza e pretende che una scuola abbandonata a sé stessa e lasciata alla deriva riesca ad ottenere il rispetto dei ragazzi e a formarne le virtù intellettuali e civiche;
  • serve alle famiglie ormai incapaci di trasmettere valori o disciplina interiore, che si limitano a dare ai ragazzi soldi, motociclette e abiti firmati, e pretendono che la scuola riesca là dove loro miseramente falliscono ogni giorno;
  • serve a una classe politica che ritiene che la risposta a tutti i problemi del mondo sia la repressione violenta: militari armati per le strade, campi di concentramento per i clandestini, sindaci-poliziotti coi superpoteri e, appunto, insegnanti-sbirri armati di sette in condotta;
  • serve a mettere a posto la coscienza di chi taglia le risorse della scuola, riduce alla fame gli insegnanti, li fa lavorare tra muri fatiscenti e attrezzature obsolescenti e poi si lamenta di una scuola che ha perso il suo ruolo formativo e innovativo;
  • serve a una società schizofrenica, che trasmette tutti i giorni messaggi di arrivismo, di insensibilità verso i deboli (clandestini, rom, vecchi, poveri...), di adorazione del miliardario sporcaccione e arrogante, di esaltazione della violenza di ogni tipo (guerre preventive, rambismi, uso indiscriminato della forza), ma poi pretende che i suoi figli non recepiscano questi messaggi e che la scuola li renda sensibili, educati, accoglienti, dialoganti;
  • serve a qualche insegnante frustrato e stanco, che invece di cercare vie di dialogo e strumenti di trasmissione di valori, seppur in mezzo allo sfacelo che la politica provoca ogni giorno di più nella scuola, cerca vie facili, cerca di liberarsi dei casi più difficili, cerca di vendicarsi delle proprie frustrazioni e delle proprie incapacità distribuendo qualche sette in condotta e beandosi di essere riuscito a bocciare qualche ragazzo maleducato...

2 commenti:

  1. da prof posso solo dire: non potrei sottoscrivere nulla di piu' affine al mio modo di percepire il lavoro. Bravo.
    www.cloroalclero.com

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