08 agosto 2008

Lo spirito di Olimpia (nel senso del fantasma)

Non esprimo simpatie per il governo cinese, per la repressione in Tibet, per la pena di morte, per la censura, per le prigioni piene di dissidenti e così via. Avevo venti anni ai tempi di Tian'anmen e quegli avvenimenti hanno condizionato il mio modo di vedere la Cina e di intepretare il senso della libertà e dei diritti umani. Però ancor meno mi piace l'ipocrisia di questi giorni.
Trovo insopportabile che a condannare i cinesi e le loro violazioni dei diritti umani ci si mettano: gli organizzatori delle guerre preventive, i carcerieri di Guantanamo, i governi che vedono ministri apertamente razzisti e politiche ancora peggiori, gli ex colonizzatori che hanno sfruttato per secoli gran parte del pianeta, quelli che fanno esperimenti nucleari nell'oceano Pacifico, quelli che non hanno fatto i conti col proprio passato, quelli che praticano la pena di morte, quelli che reprimono e soffocano la libertà in intere regioni, quelli che ancora oggi impediscono che i diritti umani si affermino in grandi parti del pianeta...
Forse le olimpiadi si potevano affidare a un altro paese, a uno che rispetta i diritti umani (?), ma il CIO non può piangere adesso sulle sue scelte, scelte dettate da motivazioni geopolitiche ed economiche. Nessuno ha le carte in regola per puntare l'indice e fare la verginella.
Forse, visto lo spettro che sono diventate, le olimpiadi andrebbero riportate all'originale spirito del 1896 oppure, per rispetto, andrebbero cancellate per sempre.

1 commento:

  1. Per me, che ho qualche annetto più di te, le ultime Olimpiadi nello spirito di cui parli furono quelle di Roma del 1960. Per il resto concordo con te.

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