27 agosto 2008

Probblemi e soluzzioni

Nel paese che riscopre il brivido del razzismo, nella coalizione che basa la sua vittoria sulla paura del "diverso", nel governo che diffonde xenofobia e ricette neofasciste a piene mani, risaltano particolarmente le dichiarazioni della ministra dell'istruzzione contro gli insegnanti del sud. Dichiarazioni inquietanti che fanno il paio con gli attacchi di Bossi contro insegnanti e presidi meridionali. Il vero problema è la scuola pubblica italiana, grande nemico della destra, perché costituisce l'ultima difesa della legalità costituzionale. Quando avranno "normalizzato" la magistratura facendone un fedele strumento di repressione nelle mani del potere politico, mentre esercitano già un pieno controllo sull'informazione, che ha cessato ormai da tempo di essere libera e autonoma, dopo aver riempito il parlamento e il governo di inetti e imbelli, buoni solo ad alzar le mani (o pigiar pulsanti) a comando, come marionette, rimarrebbe solo la scuola da portare alla piena obbedienza e sottomissione. Per questo la scuola va difesa. Certo la scuola non è il paradiso. Ha enormi difetti e moltissimi problemi. Ma questo governo non offre soluzioni, aggrava i problemi e ne inventa di nuovi (o ne riporta in vita di vecchi). Basta fare una piccola riflessione e mettere insieme le effettive necessità della scuola e le proposte del governo per capire la distanza tra la libertà e il fascismo.

Problema Soluzione proposta dal governo


Istituti fatiscenti, spesso pericolosi, privi di sussidi culturali e dotazioni tecnologiche. Taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica e generose regalie alle scuole private dei preti
Eccessivo costo dei libri di testo, aggravato dall'assenza o dalla scarsa presenza di biblioteche scolastiche per il prestito dei libri e l'utilizzo di integrazioni didattiche Proposta di blocco totale delle nuove adozioni (a prescindere dall'effettivo bisogno) e vaneggiamenti su fantomatici libri via internet (quasi inesistenti, se non come eserciziari e antologie integrative); nessun serio piano economico per la rinascita delle indispensabili biblioteche scolastiche
Ricorso quasi generalizzato al precariato e conseguente insostenibile ritmo di turnazione degli insegnanti Taglio delle cattedre e diminuzione del corpo docente
Disagio degli alunni con conseguente abbandono scolastico Aumento indiscriminato del rapporto alunni/classe
Disagio economico e sociale degli insegnanti Contumelie da parte della ministra contro gli insegnanti, svilimento della loro dignità con dichiarazioni razziste e negazione di qualsiasi civile adeguamento dei salari
Esigenza di ricostruire corrette relazioni umane e di educare alla valorizzazione della personalità e del pensiero divergente e creativo Obbligo del grembiule/uniforme
Disagio relazionale, causato da drammatiche condizioni familiari, sociali, abitative, culturali, con conseguenti - isolati - episodi di bullismo e violenza Ripristino del "sette in condotta" e della bocciatura
Difficoltà in determinati test sull'uso delle abilità comuni Ritorno al nozionismo
Forti differenze nord/sud dovute soprattutto a enormi disparità nella distribuzione delle risorse economiche per la scuola "Federalismo fiscale" cioè rottura dei vincoli di solidarietà in nome dell'egoismo nazi-leghista; percorso di "regionalizzazione del sistema scolastico" per sancire la rottura nazi-leghista dell'unità del paese
Necessità di moltiplicare gli stimoli educativi e culturali, specie nelle età di maggiore sensibilità Ritorno al "maestro unico" e conseguente affossamento della scuola elementare attuale, unica a tenere il passo con gli altri paesi europei
Bisogno di trasmettere valori di convivenza civile di educazione alla mondialità e di multiculturalismo Diffusione di una primitiva e selvaggia idea di chiusura nelle claustrofobiche "identità" localistiche e istigazione alla xenofobia e all'odio religioso
Società italiana con enormi differenze "di classe" e di formazione culturale tra ricchi e poveri, immigrati e autoctoni, settentrionali e meridionali, abitanti delle grandi città e dei piccoli centri, abitanti dei quartieri ricchi e di quelli poveri... Ossessiva campagna di regime contro la scuola "egualitarista del '68", colpevole, secondo la sottocultura neofascista del governo, di tutti i mali del presente; proposte che vogliono il ritorno a una scuola classista, a compartimenti separati e non comunicanti allo scopo di perpetuare le differenze e le barriere
Che dire?

1 commento:

  1. Che la tua rifessione rispecchia bene il mio pensiero, che non so esprimere altrettanto bene.
    Ciao gz.

    RispondiElimina