10 settembre 2008

La buona fede

Ho riflettuto molto, in questi giorni, sulle parole del nostro ministro della guerra difesa, e sono perfettamente d'accordo con quanto ha detto qualche giorno fa. Sarei in difficoltà con la mia coscienza se non accettassi questo intelligente punto di vista espresso dal ministro La Russa.
Naturalmente questo punto di vista deve essere applicato non solo ai repubblichini, tanto amati dal ministro della guerra difesa ma anche a tante altre persone in buona fede che sono state ingiustamente additate al ludibrio della storia.
1) Le diciannove persone che fecero precipitare i quattro aerei l'undici settembre 2001 erano, chiaramente, in buona fede, pensavano di immolarsi per la vittoria della vera religione contro il grande satana americano. Occorre rivalutarne le figure e le convinzioni, magari dedicando loro strade e piazze.
2) Decine e decine, centinaia di povere vittime della cattiveria umana, alcuni addirittura sacerdoti di santa romana chiesa, sono stati vilipesi e condannati solo perché, in buona fede, esprimono il loro amore per i bambini in forme diverse da quelle socialmente accettate. Naturalmente si tratta di un modo di procedere pretestuosamente polemico, minato da pregiudizi anticristiani di origine comunista. Occorre rivalutare queste persone e intitolare loro delle scuole - naturalmente scuole elementari.
3) E perché tacere di persone come il noto dottor Josef Mengele, il quale si prodigò a lungo in ricerche scientifiche per il bene dell'umanità? Certo, i soliti comunisti lo hanno accusato di crimini orrendi, ma lui era in perfetta buona fede, voleva trovare la cura per molte malattie, voleva capire come funziona la fisiologia umana, quindi occorre rivalutarne la figura e intitolargli almeno qualche ospedale.
E poi, sulla strada aperta autorevolmente dal ministro della guerra difesa, ci sono tanti personaggi da rivalutare a causa della loro perfetta buona fede, vogliamo fermarci qui?

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