05 settembre 2008

La cacciatrice di teste

Ieri, in sala docenti, ho sentito la solita collega che pronunciava la solita frase («io non sciopero per non regalare soldi al governo») ma è una di quelle tante persone che ritengono che il salario sia una preda da carpire e non un diritto guadagnato col lavoro. E sono molti, nella scuola, ad avere la consistenza sindacale delle meduse. E' una delle prime cose che la ministra dell'istruzzione deve aver imparato: gli insegnanti si possono tranquillamente prendere a calci in culo, risponderanno sempre «Grazie, signora, posso averne un altro?». Non si spiegherebbe altrimenti l'altera soddisfazione di una ministra che annuncia 87.000 "tagli" in tre anni. Non salta in mente, alla sorridente ministra, che i "tagli" sono 87.000 persone, 87.000 famiglie, 87.000 professionisti. In questi giorni, giustamente, tutti ci preoccupiamo per i 3700 esuberi di Alitalia (cui il governo dovrebbe sommare, per onestà, tutti i precari cui non saranno rinnovati i contratti, ahinoi l'onestà non è esattamente il punto forte di questo governo...), ma qui si tratta di 87.000 persone da gettare sul lastrico; probabilmente, vista la tendenza alla menzogna di questi signori (e signore), molti di più. I sindacati stimano fino a 150.000 posti di lavoro che si perderanno: ci si aspetterebbe se non una salvaguardia dei posti di lavoro, come farebbe qualsiasi persona di coscienza, almeno un po' di dolore o di vergogna nel dare una simile notizia...
Macché... col suo sorrisino finto e il suo tailleurino firmato la ministra sbatte in faccia a tutti la notizia come se aspettasse l'applauso. E probabilmente l'applauso verrà, da gente come lei, i vari tremonti, borghezio, bossi, calderoli, berlusconi...
Eppure qualcosa si muove. La cacciatrice di teste porterà a termine il suo sporco lavoro ma almeno non avrà vita facile. Ho visto parecchia gente incazzata, ho sentito molti colleghi offesi e umiliati dalla campagna di veleni contro la scuola, ho avvertito che molti hanno compreso che questa campagna mira alla dismissione della scuola pubblica, per favorire la privatizzazione della formazione, per sancire la separazione classista dei percorsi formativi, per cancellare i diritti costituzionali e precipitare l'Italia in una situazione sociale ottocentesca.

1 commento:

  1. Caro collega,
    dovresti anche aggiungere che,se é vero che la classe docente italiana ha la consistenza sindacale delle meduse,la colpa é anche di sindacati che in sessant´anni di storia sono stati un fulgido esempio di lecchinaggio,vigliaccheria e opportunismo.Me le ricordo le assemblee sindacali di quando insegnavo,quando i sindacalisti venivano a spiegarci che il governo gliel´aveva messa in quel posto ma che non dovevamo preoccuparci perché l´avevano fatto per il nostro bene!Adesso,almeno,sapete che é guerra e dovete combattere.Chi pecora si fa,il lupo se lo mangia:questa é la prima cosa che gli insegnanti si devono mettere bene in testa.

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