03 settembre 2008

Pubblica distruzione

Se mi metto a leggere certi vaneggiamenti dei signori che ci governano va a finire che mi amareggio senza ottenere nulla. La ministra dell'istruzzione, nel vano tentativo di giustificare il lavoro sporco che sta egregiamente svolgendo - agli ordini dello schiacciasassi Tremonti - cioè la sistematica e radicale distruzione della scuola pubblica italiana, mette assieme in poche righe una serie di tali incredibili inesattezze da far nascere serissimi dubbi sulle cause che l'hanno portata a sedere su quella poltrona.

1) Quarant' anni di dominio ideologico della sinistra: li ha visti in sogno, la ministra. Probabilmente, a sedere sulla comoda poltrona di viale Trastevere si hanno visioni mistiche e, da qualche parte, spunta pure la madonna, visto che su quella poltrona, tranne per poche e non lodevoli eccezioni (Berlinguer...) hanno poggiato il sacro deretano decine di politici democristiani agli ordini del Vaticano.

2) Costruzione ideologica fatta di vuoto pedagogismo che dal 1968 ha infettato come un virus la scuola italiana. E qui, probabilmente perché sono un insegnante del sud - quindi ignorante - non capisco di che si parla. La scuola italiana non è certo affetta da un "vuoto pedagogismo", caso mai è il contrario, difettiamo di teoria pedagogica; a meno che non si intenda con "vuoto pedagogismo" la lunga e onorevole tradizione pedagogica italiana, quella stessa tradizione che Mussolini (il quale non a caso la pensava come la ministra) volle combattere strenuamente.

3) Non possiamo pensare di cambiare fino a quando ci rassegneremo all' idea che il 97% delle risorse destinate alla scuola serve a pagare stipendi bassi e appiattiti. A questa enorme incomprensione ha già risposto più che esaurientemente qualcun altro, e a questa riposta rimando.

4) Noi vogliamo una scuola che insegni a leggere, scrivere e far di conto. Una scuola in cui si torni a leggere I Promessi Sposi e dove non si dica più che lo studente dovrà «padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l'interazione comunicativa verbale in vari contesti». Capisco che certi linguaggi complessi possano risultare poco comprensibili per qualcuno privo di adeguati strumenti culturali, ma la ministra intende dire che la scuola non deve insegnare allo studente come leggere criticamente e parlare facendosi capire? Cioè, se arguisco bene (io sono ignorante, dice la ministra), la scuola deve trasmettere un sapere meccanico (leggere, scrivere e far di conto) e non un sapere critico (capire ciò che si legge, scrivere per trasmettere e discutere le proprie idee, contare... le fesserie che dicono i ministri)? Non si tratta, perciò di una guerra al "vuoto pedagogismo" ma di una guerra all'intelligenza critica. Secondo la ministra, quindi, la massa non ha bisogno di pensare, deve solo avere il sapere rudimentale necessario a delegare coloro che devono pensare al posto suo?

5) La scuola è diventato tutto questo e ha perso il senso della sua missione: la formazione culturale e professionale dei giovani e, insieme, la costruzione del futuro di una nazione. A parte il fatto che la ministra dell'istruzzione che accusa gli altri di ignoranza dovrebbe saper scrivere: "la scuola è diventatA...", vorrei che la ministra mi spiegasse: cosa facciamo noi a scuola ogni giorno? Sappia, la ministra, che mentre i politici incassavano tangenti, facevano accordi con la mafia, scrivevano leggi per il proprio uso personale, si godevano stipendi favolosi largamente immeritati e viaggiavano su auto blu e aerei blu, la scuola, pur con tutti i suoi difetti, continuava a formare generazioni di studenti, centinaia di migliaia, milioni di studenti italiani che oggi si trovano nelle università, nei centri di ricerca, nelle professioni, nelle fabbriche, nell'amministrazione dello stato. O forse la ministra è convinta che siano stati gli intelligentissimi programmi di Mediaset a formare le ultime generazioni di italiani?

6) Dal 1968 a oggi la scuola è diventata quello che non può e non deve essere: un ammortizzatore sociale, una macchina erogatrice di stipendi - per giunta inadeguati - per gli insegnanti. Gli stipendi sono inadeguati, d'accordissimo, ma la ministra dovrebbe sapere che un ammortizzatore sociale è altra cosa. Un ammortizzatore sociale, per esempio, è la cassa integrazione verso la quale il governo della ministra sta sbattendo migliaia di lavoratori Alitalia. Ma, per chi lavora il salario è ampiamente e meritatamente guadagnato: non è un regalo. Cara ministra a me non regala niente nessuno, non lavoro a scuola per "meriti speciali" (qui habet aures audiendi, audiat) ma perchè ho studiato, superato un concorso e guadagnato sul campo i galloni di insegnante. Che lei mi consideri una sorta di mantenuto dalla carità dello stato è falso, miserabile e insultante. Non ricambio gli insulti solo perchè IO sono un signore.

3 commenti:

  1. hai tutto l'affetto e la comprensione di una qualsiasi ex studentessa ex lavoratrice prepensionata dal mago degli esuberi

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  2. hai tutta l'affettuosa comprensione di una ex studentessa ex impiegata e oramai solo prepensionata dal mago degli esuberi l'emerito dr passera

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  3. Sono un tuo ex collega,che circa 6 anni fa si é definitivamente nauseato della situazione e se ne é andato in Germania.Fate sapere a quell´analfabeta della Gelmini e a quelli che hanno votato per il suo boss che qui un professore del Gymnasium con vent´anni di carriera guadagna circa 3400 Euro al mese.
    Saluti da Stoccarda

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