02 settembre 2008

t vgl tnt bn.... ke beloooooooooooo!!!!!!!!!!!!

Il titolo di questo post rispecchia, più o meno fedelmente l'idea che la sentenza di condanna di Carlo Ruta ha del mondo dei blog. Se un blog è un luogo demenziale in cui ragazzine impuberi lanciano invocazioni d'amore a Scamarcio o adulti infantili discutono di quanto sia importante il foruncolo apparso sulla caviglia di Totti, allora questo blog ha diritto di esistere. Se un blog è un luogo in cui si fa informazione, si discute di politica o di letteratura, si esprimono opinioni invocando o criticando una democrazia che deriva verso il fascismo, allora questo blog deve essere censurato, messo a tacere, spento.
In barba alla libertà, in barba all'articolo 21 della costituzione, in barba all'insopprimibile andamento caotico del pensiero umano e della sua espressione.
La sentenza di condanna di un blogger, al di là dei contenuti espressi all'interno di quel blog, significa semplicemente che in questo paese le tentazioni dirigiste, censorie e criptofasciste sono tuttora vive e tutt'altro che dormienti. Non c'è da aspettarsi nulla di buono: l'equilibrio politico - vedi la legge-bavaglio sulla stampa ufficiale in preparazione - pencola decisamente verso una possibilità di espressione sempre più sotto tutela. Gli italiani non hanno libertà di pensiero perché non se la meritano e poi, probabilmente, non sanno nemmeno cosa farsene.

1 commento:

  1. Oltre che una tutto sommato inutile solidarietá,voglio offrire un aiuto concreto.Io abito in Germania e sono disposto ad aiutare chi ne avesse bisogno a registrare un blog su server tedesco,a cui la magistratura italiane potrebbe solo fare una pippa.
    Chi fosse interessato puó contattarmi all´indirizzo e mail
    mozart2006@hotmail.it
    Ciao da Stoccarda

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