21 ottobre 2008

Discriminazione positiva e altri ircorcervi

Ieri sera ho avuto modo di vedere la società che ci aspetta. L'ho vista in televisione, in uno dei pochi luoghi in cui la televisione presenta il mondo vero e non il mondo dei sogni (o degli incubi): la trasmissione di Gad Lerner.
Un inquietante deputato leghista difendeva l'indifendibile mozione razzista che vorrebbe creare una "discriminazione positiva" tra bambini italiani e bambini stranieri in prima elementare.
Le "classi di inserimento", secondo me, sono una vergogna oltreché un colossale imbroglio.
Basti una riflessione. Il deputato leghista sosteneva che tali classi dovrebbero servire a consentire agli alunni stranieri di imparare la lingua e "mettersi in pari" con i bambini italiani. Mi chiedo: ma nel frattempo i bambini italiani starebbero fermi o andrebbero avanti? Se andassero avanti (come mi pare ovvio) i bambini stranieri non riuscirebbero mai a raggiungerli. Sarebbero condannati a inseguire sempre, in un rovesciamento paradossale del paradosso di Zenone, andando a costituire un paradosso al quadrato.
Il deputato leghista non ha avuto il coraggio di dire che l'unico fine del provvedimento è di separare i bambini italiani dagli stranieri. Lo faceva intuire, di tanto in tanto, sostenendo che ciò che gli sta a cuore sono le difficoltà dei bambini italiani costretti a procedere più lentamente di quanto potrebbero.
Per decidere quali bambini dovrebbero essere destinati alle classi-ghetto, il deputato proponeva un "test linguistico" cui sottoporre bambini che non parlano italiano. Una sorta di castrazione psicologica per un bambino che vedrebbe iniziare la sua carriera scolastica con la prima bocciatura. Una mostruosità pedagogica e psicologica (non occorre nemmeno dirlo) ma anche una mostruosità umana. Questi bambini comincerebbero con il marchio del loro primo fallimento a sei anni. L'Italia li accoglierebbe bocciandoli, separandoli dagli altri, confinandoli in un limbo senza reali vie d'uscita. Ma questo un leghista non può capirlo. Si stracciano le vesti per la bocciatura del figlio del loro boss, ma non si preoccupano di far iniziare la vita scolastica a dei bambini stranieri con una bocciatura. Se non è razzismo questo...
Alla fine, un siparietto divertente, per ridere un po'. L'onorevole leghista ha mal sopportato per tutta la sera una situazione davvero inconcepibile, per lui: Lerner osava addirittura fargli domande; alla fine è sbottato e ha accusato Lerner (con grande originalità) di essere "fazioso", mostrando di rimpiangere quelle belle trasmissioni in cui il conduttore fa "lo stuoino", come ha detto Lerner. Quando un giornalista fa domande vere i politici annaspano e sudano, si contraddicono e mostrano un vuoto pneumatico. Ecco perchè i politici vanno in altre trasmissioni "imparziali": lì domande non se ne fanno mai; ai politici non viene chiesto nemmeno il nome, per evitare problemi!

1 commento:

  1. Finiti gli argomenti che non aveva l'ha buttata sulla faziosità.

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