20 ottobre 2008

I silenzi dei papi

Una tempesta di interpretazioni si sta abbattendo sul pellegrinaggio del papa a Pompei e sul suo silenzio, a proposito del tema della camorra, in un momento delicatissimo (paragonabile a quando, ad Agrigento nel '93, Giovanni Paolo II lanciò la sua invettiva contro la mafia).
L'interpretazione ufficiale vaticana sostiene che il papa non ha parlato della camorra per rispetto dei campani per bene (!?).
L'interpretazione malevola vorrebbe una chiesa impaurita dalla criminalità e che, in molte zone del paese, annovera molti mafiosi devoti frequentatori di parrocchie.
L'interpretazione papolatrica ricorda che il papa ha parlato in molte  altre occasioni della camorra.
L'interpretazione anticlericale ricorda come la chiesa arrivi sempre in ritardo, pronta a salire sul carro del vincitore.
Inutile star qui a interpretare e cercare di capire. Non ne ha parlato! Questo è un fatto, contro il quale non vale alcuna argomentazione.
Fatte le debite proporzioni, è la stessa situazione di Pio XII: inutile cercare di capire perchè non ha parlato della shoah (di cui era ben informato), semplicemente ha scelto di non parlarne.

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