31 ottobre 2008

Io, cattivo maestro

Ieri mi sono beccato del "cattivo maestro" su una pubblica piazza. Non ho insegnato a nessuno a sparare in formazione ad altezza d'uomo, non ho incitato alla violenza, non mi sono nemmeno permesso di parlare di rivolta; ormai, vista l'aria che tira, non critico nemmeno più il governo. Quale grave insegnamento avrei trasmesso (oltretutto in piazza, fuori dal mio ruolo di docente) per sentirmi chiamare in questo modo? Ho semplicemente ricordato il rischio che la privatizzazione della scuola possa consegnare il meglio del nostro sistema educativo al concorrente più agguerrito sul mercato del'istruzione: la chiesa cattolica.
A me sembra un'ovvietà. Per qualche "collega" è un insegnamento malvagio e cattivo.
La persona citava una famosa università cattolica come luogo di dialogo e tolleranza, ma sembrava cascare dal pero quando mi sono permesso di citare Emanuele Severino.
E proprio il caso del più famoso tra i filosofi italiani viventi mi pare emblematico e predittivo dell'università che ci aspetta. Una università nella quale si giudicheranno i docenti non sulla base della loro preparazione e del loro valore, ma sulla base della loro fedeltà a una dottrina (e quella cattolica non è nemmeno la peggiore in circolazione...).
Io, nel mio piccolo, sono contento di esser stato definito, per questo motivo, un "cattivo maestro".

2 commenti:

  1. Ma tu sei un 'cattivo maestro'. Sappilo. E' per questo che sei prezioso. Forse, oggi, persone come te devono accettare che la comunicazione debba passare per terminologie comprensibili e per eufemismi che non alterano il contenuto, ma lo esaltano.
    La "gente" arriva dopo, ha bisogno di tempo. E si scandlizza di fronte alledefinizioni dirette. Ora, se vogliamo comunicare a noi stessi, continuiamo così, altrimenti, cerchiamo di farci capire.
    La scuola pubblica va difesa strenuamente perché garantisce a diverse visioni del mondo di coesistere e non ha appartenenze, tranne che qualche influenza voluta da qualche governante. Ci sono persone, esseri umani, che magari amano il rapporto di insegnamento e di fiducia che può instaurarsi bla bla bla

    Qualsiasi sistema basato sulla scuola privata non potrò mai garantire questa potenziale indipendenza. Perché, nel caso più banale, sarà il denaro e il bilancio a stare al centro dei pensieri del direttore didattco. Altrimenti ci potrà essere una linea precisa.

    Nessuno può negare che la chiesa cattolica ha scuole che difendono il pluralismo e il dialogo. Fatto sta che non tutti sono d'accordo a mettere i propri figli in una scuola posseduta dalla chiesa cattolica. Vogliamo dare a queste persone, che potrebbero essere semplicemente cattolici dubbiosi, l'opportunità di scegliere?

    Ecco, sei un cattivo maestro. Ti fai dare del cattivo maestro!?

    Luca

    RispondiElimina
  2. cos'è buono e cos'è cattivo a questo mondo?!!?!?
    e poi è da un po' di tempo ormai che sostengo che il mondo giri al contrario...!

    RispondiElimina