13 ottobre 2008

La libertà

Nel lungo autunno della democrazia italiana cui stiamo assistendo da alcuni anni a questa parte, un autunno che ha come protagonisti i partiti politici, i loro apparati, i loro boss/padroni, in questo lungo autunno lo spettacolo più malinconico, specie per chi sente di appartenere a una cultura libertaria, è la violenza che viene usata, ogni giorno contro l'idea di libertà.
La libertà è diventata in questo paese uno dei concetti più abusati e meno compresi, specie dalla casta politica che ne fa scempio. La libertà, gia crocifissa nel simbolo democristiano, è stata definitivamente stuprata da Berlusconi e soci, i quali si sono appropriati del nome della libertà ritenendo che corrispondesse all'arbitrio egoistico, al predominio degli interessi personali. Fino a far nascere una "casa" e poi un "partito" della libertà. Ignorando o fingendo di ignorare che la libertà ridotta a "parte" cessa di essere. E difatti, in nome della libertà, assistiamo alla triste riscrittura della storia, alla rivalutazione e alla santificazione del fascismo, che fu la negazione perfetta della libertà, alla pratica di un potere arrogante, tronfio di sé, violento e soffocante, ladro di libertà in nome della libertà.
Nemmeno a "sinistra" la libertà viene compresa. Viene confusa con un generico riformismo di matrice falso-liberale che nega la libertà nel momento stesso in cui tenta di incanalarla nelle regole ormai vuote della democrazia rappresentativa.
L'assassinio della libertà è frutto avvelenato proprio dalla crisi della democrazia rappresentativa. Una crisi ormai evidente in tutto il mondo occidentale. Dall'elezione con le carte truccate di Bush, alla falsa democrazia italiana, tenuta in piedi solo con il puntello di una informazione serva, falsa, venduta, contigua e complice del regime, dal dominio dei mercati, incontrollato, da parte di alcune esigue minoranze di ricchi al dominio mondiale esercitato attraverso organismi privi di qualsiasi giustificazione democratica come i vari Gx fino alla NATO, all'ONU e agli altri organismi internazionali che non rappresentano altro che il potere globale da cui vengono tenuti in piedi. Il concetto stesso di democrazia risulta privo di senso, incapace di dar ragione di sé.
La crisi della democrazia non può e non deve trascinare con sé la libertà.

Nessun commento:

Posta un commento