08 ottobre 2008

La Repubblica dei Beoti

«Ma davvero credi possibile che il governo voglia distruggere la scuola?»
Questa domanda me la sento porre da tanti: amici e conoscenti, colleghi e semplici passanti (sul blog). Tutti a vario titolo "moderati" e tutti a vario titolo incapaci di ammettere la possibilità di un governo che voglia desertificare la scuola pubblica, per di più senza dialogo, senza politica, senza dubbi, con un voto di fiducia che equivale a un colpo di mano da ignobile dittatorello sudamericano.
A pensarci bene sembra davvero difficile che ciò possa avvenire nel paese di Einaudi e Calamandrei, ma non si tratta di fantasie, si tratta di una drammatica realtà. E non soltanto perché questo paese è governato da gentaglia che non ha alcun rispetto per le norme di una democrazia che viene calpestata e stuprata ogni giorno, non soltanto perchè la ministra dell'istruzzione non ha alcuna competenza pedagogica e alcuna sensibilità per la complessità della formazione culturale, non soltanto perchè la scuola è considerata da questa casta di aspiranti dittatori soltanto una spesa da tagliare. No!
Le motivazioni di questa operazione sono tutte di carattere ideologico. L'obiettivo è costruire una società che consti di due iper-classi. Da una parte i pochi, i ricchi, i dominanti, dall'altra parte i molti, la forza-lavoro, i teledipendenti, gli sfruttati.
Categorie ottocentesche e vetero-marxiste? Niente di tutto questo: si tratta di un progetto modernissimo, lanciato verso il futuro. La società del futuro dovrà lasciarsi alle spalle l'illusione liberal-democratica, un lusso sempre più costoso.
Si vede, in questi giorni di crisi. Le spese del tronfio egoismo delle classi capitalistiche, che ha provocato il più disastroso dissesto economico degli ultimi decenni, vengono scaricate sulle spalle della massa informe delle bestie da soma. E il popolo dei beoti deve credere a tutte le menzogne, deve credere che le banche sono solide, che Berlusconi è ascoltato dagli altri capi di stato (che invece ridono al solo sentirlo parlare di etica), che il nostro stato è dissestato perchè ci sono troppi insegnanti nella scuola (invece l'inutile/dannosa casta ci costa ogni anno molto più della scuola e la chiesa ci ruba ogni anno quanto basterebbe ad assicurare un futuro di studi seri a tutti i ragazzi italiani). Mentre la casta politica, mentre la gentaglia del parlamento e i loro ignorantissimi portaborse continuano a danzare sul cadavere dello stato sociale brindando a champagne e viaggiando con voli privati ma pagati dal denaro pubblico, le spese di tutto questo vengono fatte pagare alla scuola, ai bambini che si vedono privati del loro diritto al futuro.
Meno scuola, meno cultura, meno coscienza politica, meno intelligenza critica saranno indispensabili per gestire autoritariamente la società postdemocratica. Il dominio televisivo della "informazione" e delle coscienze, le discoteche e gli stadi come "sfogo" alle frustrazioni, il piccolo consumo (media, telefonini...) come "contentino" per gli sfruttati, sono e saranno gli strumenti della nuova dominazione di massa. Per citare Stefano Rodotà dal "Manifesto" di qualche giorno fa: «Ciò che è in atto è il tentativo di impedire - o comunque di ridurre al minimo e a tutti i livelli - la produzione, la circolazione e la diffusione delle idee», ciò che è in atto è il tentativo di riscrivere i rapporti di dominio attraverso l'istupidimento di massa, la condanna all'ignoranza programmata, la costruzione della Repubblica dei Beoti.

2 commenti:

  1. Beota la gnuranza! si vive bene de core, de testa e de panza! attuale no?
    peccato io dissento: maledetta l'ignoranza e stramalettetti i suoi figli prediletti i beoti!

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  2. http://www.miur.it/DefaultDesktop.aspx?doc=1011
    Copiando e incollando l'indirizzo sopra, potrai leggere l'interessantissimo intervento dell'illustrissimo sottosegretario al miur. Aria fritta in cambio di tre (diconsi tre) giorni di villeggiatura in Sardegna al Carlos V di Alghero. Chissà come mai, in quei giorni diluviava....
    ciao gz.

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