09 ottobre 2008

Pietà l'è morta?

Uno stato come il nostro, un governo come il nostro, un parlamento come il nostro, hanno la pretesa di intrufolarsi dappertutto nelle nostre vite. In camera da letto, sul lettino del ginecologo e sul letto di morte. Senza alcuna pietà, senza alcuna vergogna.
Sarà perchè la chiesa porta voti e chiede in cambio di statalizzare la sua morale disumana, sarà perchè in un delirio di onnipotenza i puffi che hanno il potere si credono divinità olimpiche, sarà perchè stiamo scivolando negli incubi di Huxley e Orwell, fatto sta che anche un momento drammatico, terribile, intimo come la morte diventa tema di sedute parlamentari e risse tra gli gnomi della partitocrazia.
Il padre di Eluana chiede, per sua figlia che non può farlo, una morte dignitosa, nell'intima serietà del dolore di coloro a cui importa veramente della vita e della morte di Eluana, della persona, non dell'anonimo e impersoanle principio enunciato da chi carica pesi sulle spalle altrui ma non ne porta nessuno. Una morte "seria" senza il cicaleccio della morale falsa e ipocrita del Vaticano e dei suoi servi. Forse, in un paese che ha dimenticato la dignità da troppo tempo, è una richiesta vana. Spero che, almeno in questo caso, la disumanità della morale ceda il passo all'umanità del silenzio e della pietà.

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