14 ottobre 2008

Scuola: fascismo e P2

L'operazione "riforma" della scuola ha i caratteri della rivincita fascista e della piduizzazione dell'istruzione. Voglio riprendere questo giudizio per chiarirne meglio il significato.
I punti cardine dell'operazione in corso sono, alla fin dei conti tre e tutti e tre di chiaro stampo fascista e piduista:
  • Disciplina
  • Selezione (di classe)
  • Nozionismo
Esagero?
Circa la disciplina, il governo lo dice chiaramente: voto in condotta, bocciature per la condotta, proibizione di occupazioni e manifestazioni (anche quelle giuste e motivate). Anche laddove i fini sembrerebbero condivisibili (lotta al bullismo e cose simili) si propongono soluzioni autoritarie e prive di qualsiasi dimensione educativa. Bocciare i ragazzi più difficili, specie in certe parti del paese, significa consegnarli direttamente alle mafie che li usano come manovalanza criminale. Ma forse al governo conviene di più spendere soldi per tenerli in galera che per tentare di aiutarli a diventare cittadini.
Circa il secondo punto: certo, il governo non ammetterà mai di voler operare una selezione classista, tuttavia, è evidente come una scuola sempre più privatizzata, sempre più clericalizzata, sempre più costosa (almeno la scuola di qualità) sia una scuola adatta alle tasche della classe dominante, mentre i figli della maggioranza delle persone normali, quelle che "non arrivano alla fine del mese", dovranno accontentarsi delle scuola peggiori, con gli insegnanti più demotivati, con scarsi mezzi didattici. Se non è classismo questo come lo si vuol chiamare?
Il nozionismo è un male antico della scuola italiana. Siamo convinti che sia preparato il ragazzo che conosce a memoria l'elenco degli imperatori romani. D'altra parte il nozionismo è politicamente poco pericoloso. Il ragazzo che si riempie la testa di date, nomi ed elenchi ha meno neuroni da dedicare all'analisi critica della società, al pensiero "divergente". E proprio questo tipo di pensiero è il male assoluto da estirpare. Nella società in cui tutti portano allegramente il cervello all'ammasso mediatico/berlusconico, anche un solo libero pensatore, specie se adolescente o giovane, è un'eresia da estirpare, da condannare, da bruciare.

Il programma per la scuola? Eccolo in poche parole:

L'involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultato di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati [...]. Il rimedio consiste nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio e posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico anche il relativo fabbisogno umano; e infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
[...] Revisione della vigente "riforma scolastica", che si è dimostrata deleteria per la formazione culturale dei giovani, affinché la Scuola torni a essere maestra di vita e dispensatrice di sapere: abolizione del diritto di sciopero da parte degli studenti di qualsiasi indirizzo scolastico e a ogni livello di studi; revisione generale dell'ordinamento scolastico e delle attuali linee direttive, affinché nella Scuola possano emergere gli studenti veramente meritevoli per intelligenza, volontà e attitudine allo studio, oggi mortificati dalla massa dei negligenti e degli svogliati e dall'appiattimento delle valutazioni di profitto che sopprimono ogni spirito emulativo.

Parole di Gelmini/Berlusoni? Nient'affatto! Parole di un grande maestro, anzi, del Gran Maestro Licio Gelli. Ma se non avete notato la differenza, fa niente. Tanto non c'è differenza!

1 commento:

  1. Che la scuola abbia bisogno di una sistemata è sicuro, ma la Gelmini ( e Gelli) la stanno, come si dice, sistemando per le feste.

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