19 novembre 2008

Democrazia vendesi

Va bene che questo è il paese in cui vengono (talvolta) condannati i corrotti e assolti quelli che hanno beneficiato della corruzione, va bene che questo è il paese in cui i poliziotti picchiano (e vengono condannati) ma non si capisce chi abbia dato l'ordine di picchiare, va bene che questo è il paese in cui le compagnie falliscono, i lavoratori perdono il lavoro e i responsabili del fallimento intascano milioni di euro come premio... va bene tutto, ma se c'è un corruttore, almeno dal punto di vista logico, ci sono dei corrotti.
E' la ferrea legge del mercato, la domanda crea offerta!
Un tempo si parlava del mercato delle vacche, oggi la democrazia parlamentare italiana è essa stessa un enorme meccanismo di corruzione. Anzi, un meccanismo di autocorruzione. Certo, ce la prendiamo con Berlusconi (ed è facile farlo), ma il cavaliere è solo il fenomeno più appariscente (e, forse, nemmeno il peggiore) di un sistema che si autoalimenta con privilegi, poltrone dalle quali non ci si stacca, mentecatti che vanno a letto con la tessera di Rifondazione e si svegliano con quella di Alleanza Nazionale (quasi mai viceversa), gente che prende l'auto blu per andare a fare la spesa al supermercato o che finge di star male per farsi dare uno "strappo" dall'ambulanza.
La democrazia italiana è un sistema corrotto, marcio, nel quale tutti, dalle più alte cariche politiche al sindaco del paesino di mille abitanti, ritengono di avere diritto al privilegio; la democrazia italiana è corrosa da centinaia di migliaia di consulenti, di portaborse, di "coraggiosi leccaculo travestiti da ribelli".
Qualcuno diceva che lo stato borghese non si cambia ma si abbatte, la triste verità è che questo stato italiano non si può nemmeno abbattere, si può solo disprezzare.

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