05 novembre 2008

Dialoghi moderni

Un dialogo "catturato" in un locale pubblico (ricostruito a memoria e tradotto in italiano passabile).

giovane 1 «Scusa... ma tu non sei il figlio di ***?»
giovane 2 « Sì, sono io, ma tu chi sei?»
g1 «ero sicuro che fossi tu, somigli molto a tuo padre, io sono il figlio di °°°»
g2 «ah, già, mi ricordo di te, ti ho visto una volta con tuo padre»
g1 «allora, come stanno i tuoi, tutti bene?»
g2 «sì tutti bene; certo, ultimamente mio padre sta molto tempo fuori casa, col suo andare e venire da Palermo»
g1 «ah già, perché ora tuo padre è passato anche lui dalla nostra parte»
g2 «in che senso, scusa?»
g1 «tuo padre non è entrato nella corrente di ^^^?(capocordata locale), è la stessa corrente in cui stiamo io e mio padre»
g2 «sì, in effetti mio padre era stanco di stare dalla parte di certi perdenti, ha preferito dire a ^^^ che poteva contare su di noi e sul nostro lavoro»
g1 «avete fatto bene, d'altra parte ^^^ dà molto spazio a tutti ed è capace di valutare bene le persone e ricompensarle con generosità»
g2 «infatti mio padre mi fa pressione per laurearmi subito, così posso cominciare a lavorare anch'io»
g1 «ti aspetto allora, in segreteria c'è molto da fare in questo periodo, dobbiamo cominciare a muovere le acque».

Sarà che questi giovani sono tanto disperati da vedere nel proprio futuro solo la segreteria politica di un boss locale, sarà che quando si è senza speranze un inferno vale l'altro, sarà che le colpe dei padri ricadono immancabilmente sui figli, sarà quel che vi pare, ma a me questi due ragazzi hanno messo una gran tristezza.

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