24 novembre 2008

Morire di scuola

Non volevo parlare di Vito Scafidi e della sua morte assurda. Non volevo parlarne perché so bene che in queste occasioni si va a finire, se va bene, nella retorica, se va male nella banalità. Non volevo parlarne perché a scuola entro quasi ogni giorno della mia vita e so bene che significa entrare in ambienti degradati, spesso fatiscenti, talvolta dichiaratamente insicuri. Non volevo parlarne perché non posso far altro che dire ciò che dico sempre, che abbiamo una classe politica che fa schifo e che lascia la scuola pubblica a marcire nel degrado e nell'abbandono perchè i soldi servono a mantenere schiere di portaborse e migliaia di politici incapaci, ignoranti, corrotti e mafiosi. Non voleva parlare di Vito, poiché morire a diciassette anni perchè ti crolla il soffitto della scuola sulla testa non è solo assurdo, è il segno di uno stato che non esiste o, peggio, esiste per fare danno e, onestamente, c'è da vergognarsi a essere cittadini di questo stato.
Non volevo parlarne ma ne parlo, perchè di fronte alle scandalose parole dei politici, di fronte al vomitevole scaricabarile di chi governa questo paese, di fronte a chi invoca la "fatalità" mentre taglia i fondi per la scuola, non si può tacere, non si può non dire "anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti"

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