18 novembre 2008

Uomini, suore e cardinali

A proposito di disumanità e dell'atteggiamento della chiesa e dei suoi capi in merito alla vicenda di Eluana Englaro, spicca un intervento di Ruini. il quale prima, tanto per cambiare, decide di dare lezioni di moralità non richieste e, soprattutto, non gradite, e poi si distingue per affermazioni che lasciano basito qualsiasi uomo "di buona volontà", per usare la loro terminologia.
Il cardinale, in un primo momento, dice: «C'è il rischio che decisioni come questa spingano verso una concezione dell'uomo considerato come un oggetto» e poi, subito dopo afferma: «I miei sentimenti ricalcano quelli delle suore che l'hanno accudita e che oggi chiedono: 'la lascino a noi"».
Per fortuna, come ricorda oggi Bagnasco, la vita di Eluana è nelle mani degli uomini, perchè se stesse nelle mani dei cardinali...
Chi è che considera Eluana un oggetto? Il padre che vede il corpo straziato da anni e anni senza consapevolezza e senza speranza e desidera per la figlia la morte dignitosa che lei stessa avrebbe voluto o le suore e il cardinale, che credono che quel corpo sia un oggetto da abbandonare nelle loro mani, a servizio della loro "morale", schiavo della volontà violenta, perversa e pervertitrice di un gruppo di potere che si è autonominato padrone e protettore della vita umana?
Dove abita la vera disumanità? In chi vede nella morte l'esito dignitoso della vita o in chi crede che la vita sia un meccanismo biologico di mera sopravvivenza brutalmente materialistica?
Da che parte starebbe Gesù di Nazareth? Dalla parte di chi in nome di una vuota ideologia della "vita" calpesta in televisione l'essere umano concreto o dalla parte di chi, per amore di Eluana, implora per lei dignità e silenzioso rispetto?

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