15 dicembre 2008

Potere a chi lavora (per il potere)

Se ci fosse opposizione, di fronte alla crisi saprebbe sbattere in faccia al potere le sue responsabilità passate e presenti;
se ci fosse opposizione, sarebbe un gioco da ragazzi mettere assieme e coordinare tanti scontenti (studenti, pensionati, lavoratori dipendenti, famiglie monoreddito, disoccupati, precari...);
se ci fosse opposizione, lascerebbe il potere a sbattersi per togliere di mezzo i giudici e regalare il federalismo fiscale ai leghisti e direbbe agli italiani: "sono questi i vostri problemi?";
se ci fosse opposizione, avrebbe il coraggio di dire ad alta voce la verità, che in questo paese non c'è democrazia e se ne andrebbe dal parlamento, se non altro per non essere complice del Male, cioè del potere;
se ci fosse opposizione, appunto!
Ma non c'è opposizione. E a dire il vero non c'è nemmeno un governo. C'è solo il potere, viscido e soffocante, pervasivo e corruttore, un unica grande Partito del Potere che in superificie si divide e litiga ma, in fondo, procede compatto con l'unico scopo di preservare sé stesso e i privilegi dei suoi servi.

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