19 gennaio 2009

C'è o ci fa?

Secondo una dichiarazione attribuita alla ministra dell'istruzzzione, sarebbe bastata la semplice reintroduzione del voto in condotta ad aver "ridato autorevolezza a chi sta dietro alla cattedra".
La ministra non ha la più pallida idea di cosa sia una scuola, evidentemente, altrimenti si guarderebbe bene dal rilasciare affermazioni così risibili.
Se bastasse un voto sul registro a dare autorevolezza agli insegnanti, la scuola sarebbe il luogo più ordinato di questo paese. Se bastasse poter bocciare un ragazzo per indurlo a rispettare l'insegnante, noi saremmo la categoria più temuta e rispettata del paese.
Il rispetto e l'autorevolezza dipendono da quello che sei, da quello che fai e da quello che sai e che trasmetti (in quest'ordine); il voto (anche il mitologico voto di condotta) è un adempimento burocratico. Lo sappiamo noi e lo sanno i ragazzi (anche se tutti facciamo finta di credere alla sua importanza).
E poi, finché come categoria saremo governati da ministri come l'attuale, che razza di rispetto dovremmo ispirare? Ovvio che ci prendano per deficienti!

P.S. Leggo solo adesso che la ministra, quanto a fiducia da parte degli italiani, è penultima tra i suoi colleghi, dopo gente come Calderoli, Carfagna, addirittura dopo Rotondi. Si può consolare solo col fatto di precedere Elio Vito... se di consolazione si può parlare.

1 commento:

  1. aiuti alle famiglie? quando tirano le quoia oppure fanno la stessa fine delle social card (tessera dei poveri) mi ricordo il rocconto dei mie nonni materni che andavano comprare il pane con la tessera.
    PERIODO FASCISTA NON SIAMO LONTANI.

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