04 febbraio 2009

E’ facile tornare con le tante, stanche, pecore bianche

Sarò un massimalista, ma non riesco a emozionarmi, come il compagno Vincenzo, per la causa degli oppositori allo sbarramento del 4%. Voglio esser chiaro. Questa legge, che in altre condizioni potrebbe apparire una normale legge elettorale, nelle attuali condizioni rivela tutta la natura a-democratica, antidemocratica, egemonica e dittatoriale del Giano bipartitico che usurpa e occupa il potere travestendosi e dissimulandosi senza mai cedere. Tuttavia in nome di cosa e di chi si dovrebbe condurre una battaglia contro la legge elettorale veltrusconiana? In nome di Storace no, e fin qui siamo tutti d’accordo. In nome della sinistra… (arcobaleno, radicale, estrema, comunista, verde, vattelapesca)? Questi partiti diventati minuscoli ma un tempo estremamente consistenti e rappresentativi, non sono stati affossati da leggi elettorali o da complotti pluto-capitalisti, sono stati affossati dalla loro stessa nomenclatura, attenta più ai cadreghini, alle cariche “istituzionali”, alle poltrone di Vespa, alla dichiarazione al TG(12345…) che a una seria politica di sinistra. Questa nomenclatura, che ha usurpato una tradizione che non le appartiene, che non capisce e non sa incarnare, non ha accennato a mettersi da parte, si è solo provvisoriamente nascosta in attesa di tornar fuori alla prima elezione disponibile, in cerca di nuovi cadreghini, magari europei.
E io dovrei far battaglia per consentire ai pecorari, ai bertinotti, ai diliberti, ai ferrari o ai vendola di trovare un seggio per continuare il loro tradimento di una tradizione?
Mi spiace, ma non credo che questi campioni difenderebbero la democrazia italiana (quel poco che ne resta) meglio di quanto abbiano potuto fare in un passato in cui hanno fatto più danni che altro.
Ripeto, sono un massimalista, non credo nel valore taumaturgico delle ordalie democratiche, tra le tante fedi che ho perduto metto anche quella nella bontà “a priori” di chi si proclama di sinistra e perciò: “scusate non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera”!

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