05 febbraio 2009

Gli avvoltoi e le iene

Attorno al letto di Eluana, attorno al suo dramma umano si aggira una quantità di bestiacce immonde pronte  a nutrirsi della sofferenza e del dolore altrui.

Volteggiano gli avvoltoi: dal gran visir della chiesa fino ai gruppi e gruppuscoli di cattolici “difensori della vita”, con il contorno folkloristico di preghiere, digiuni, candele e canti. La cultura cattolica, notoriamente necrofila e necrofaga, ha scoperto da un po’ di tempo il business della vita. Sempre a caccia di adepti la chiesa, che sta collassando per mancanza di clienti (tanto da dover tirare fuori dalla fogna i lefebvriani), si aggrappa alle paure ataviche per fare appello ai timori inconsci della gente. Questi “difensori della vita”, seguaci di quel dio che Nietzsche definì «Dio degenerato a contraddizione della vita, invece che esserne la trasfigurazione e l’eterno sì! […] il nulla divinizzato, la volontà del nulla santificata in Dio», difendono un concetto disincarnato, estraneo a ogni umana considerazione e pietà: un idolo, un totem. Non Eluana ma la “vita” di Eluana, perché non la donna interessa loro ma l’idea, il concetto, l’essenza immaginaria o, peggio, il principio disumanizzato. Avvelenati dal divino, troppo avvelenati per comprendere l’umano.

E poi le iene, divoratrici di carogne, infima degradazione dell’umanità. I politici adoratori del potere, adepti della chiesa del Leviatano, che nel difendere la vita non difendono nemmeno un concetto ma il misero potere i cui brandelli  la chiesa cattolica concede loro di leccare ai piedi del desco. Le iene non son degne nemmeno del ribrezzo riservato agli avvoltoi, nemmeno di quello.

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