08 febbraio 2009

Un eroe moderno

Chi lo dice che non ci sono eroi e non ci sono uomini capaci di emozionare per il fatto stesso di esistere? Beppino Englaro è un eroe, un simbolo, un uomo. In questo paese di ruffiani e quaquaraquà, di giornalisti la cui lingua batte dove non batte nemmeno il sole, di atei che si fingono cattolici e di cattolici che si scoprono materialisti (come spiegare il feticismo del corpo inanimato?), Beppino Englaro, suo malgrado, si erge come l’unico vero essere umano.

Solo contro il governo e gran parte del parlamento, contro il papa e la chiesa cattolica, contro i grandi opinionisti, contro giganti del pensiero come Sacconi, Rotondi, Gasparri, Roccella (no, dico, ROCCELLA!!!), contro il moralismo gretto e bifolco dei benpensanti.

Lotta non per una nobile causa, per un principio astratto, per una teoria, per un simulacro di esistenza, per un dio supposto e supponente ma per una persona concreta, per la dignità di sua figlia, per amore di ciò che è morto diciassette anni fa e non è più, per la dignità della vita di Elulana che non esiste senza la dignità della morte.

Questa è la forza di quest’uomo coraggioso, di quest’uomo libero, di quest’uomo.

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