16 aprile 2009

Il coro delle voci bianche: i castrati giornalisti italiani

I nostri "giornalisti" dopo aver esaltato la tempestività dei soccorsi, la solidarietà della nazione, la forza d'animo degli abruzzesi, l'efficienza del governo e così via sono passati alla fase due del terremoto. Ieri ho visto una "giornalista" che stava sciacallando tra le macerie. Rovistava tra le rovine di una casa abbattattuta dal terremoto, mostrava foto strappate, abiti, oggetti quotidiani e - infine - ha trovato "per caso" un orsacchiotto di peluche (stranamente nuovo e non impolverato) e, mostrandolo alla telecamera con l'occhio gonfio di lacrime, spandeva buoni sentimenti a palate accennando al povero bambino che non avrebbe più giocato con quell'oggetto.
Pensavo che stamattina tutti i politici, i direttori della rai, i feroci censori si sarebbero mossi per punire un simile sciacallaggio, per svergognare una tale esibizione di bieco "giornalismo" da avvoltoi, per "stigmatizzare" questa purulenta pornografia del dolore che tracima da tutti gli schermi televisivi...
Macchè, sono troppo occupati a punire che canta fuori dal coro. E non è una frase fatta. L'ha detto Fini che "una sola trasmissione è uscita fuori dal coro". Ecco quello che è gradito ai nostri padroni: il coro delle voci bianche. Tanto i nostri "giornalisti" sono tutti opportunamente castrati.

3 commenti:

  1. «Il mondo dei media non rappresenta l'Italia di oggi». Parola di Nanefrottolo il cazzaro brianzolo.
    Leggendo l'articolo del corriere: "Berlusconi: in Rai presto volti nuovi" mi sovvien l'eterno paradosso del mentitore.

    RispondiElimina
  2. «La censura contro Vauro, le pressioni su Santoro sono fatte da chi pensa di possedere il monopolio della parola. Per cui tutti gli altri non possono parlare. Servirebbe una sollevazione pubblica, portare il caso in Europa, occupare la Rai... Ci sono varie forme di dittatura, in Italia è in atto una dittatura della parola... Francisco Franco quando fece il golpe di stato militare disse che l'esercito non poteva più tollerare l'abuso che la repubblica spagnola faceva della democrazia». Tabucchi su IL MANIFESTO

    RispondiElimina
  3. “Per rendere schiavo un popolo prima di ogni altra cosa è necessario addormentarlo” Jean Paul Marat

    RispondiElimina