11 maggio 2009

La scelta di classe

La scuola pubblica, diciamocelo, fa schifo. Edifici malmessi, sporcizia, presidi arroganti e faccendieri, professori ignoranti o demotivati, denaro sprecato in progetti faraonici inutili, ragazzi spesso abbandonati a se stessi con atteggiamenti di bullismo e razzismo, programmi obsoleti, libri zeppi di errori e scritti malissimo… Il positivo che, evidentemente, c’è non riesce a sopraffare questa marea di inefficienze e ritardi. Chissà per quale miracolo “all’italiana” la nostra scuola pubblica continua a produrre una percentuale di studenti abbastanza preparati.

Ma c’è qualcosa di peggio della scuola pubblica? Sì c’è! La scuola privata. La quale agli stessi difetti della scuola pubblica (con l’aggravante che spesso nelle private tali difetti sono esasperati) aggiunge un difetto ancora più grave: il furore ideologico unilaterale e la feroce selezione di classe che in tali scuole viene operata. All’oscurantismo cattoclericale si aggiunge la scelta precisa di creare una suddivisione per casta, tipica della mentalità religiosa, in modo da preparare una società del futuro nella quale i figli dei ricchi (pii per definizione) abbiano una sorte diversa dai figli dei poveri (colpiti, chissà per quale grave peccato, dalla vendetta divina).

Naturalmente il nostro parlamento sceglie il peggio. E che cazzo, siamo in democrazia!

1 commento:

  1. Come sempre, mi trovi d'accordo e approvo soprattutto il fulmen in clausola ;-)

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