04 maggio 2009

Puttanaio Italia #2

 

Che paese è quello in cui le madri e i padri spingono le figlie minorenni nei letti di vecchi satiri allo scopo di facilitare le loro carriere? Che paese è quello in cui si fa carriera coi pompini fatti sotto le scrivanie del potere? Che paese è quello in cui i difensori dell’austera morale cattolica sono i primi puttanieri e agiscono con la sorridente benedizione di cardinali e papi?

Semplice, questo paese è l’Italia.

Non un paese in crisi morale. Anzi la stessa idea di “morale” è stantia e dobbiamo cominciare a metterla in soffitta perché ha provocato danni inenarrabili grazie al complesso di repressioni, castrazioni e ipocrisie che ha generato.

Ma una cosa è invocare una libertà del vivere da ogni falsità moralistica, altra cosa è il puttanaio che questo paese è diventato.

Qualcuno mi dirà che sono due lati della stessa medaglia, per citare il sommo poeta: “la corruzione quando è iniziata non c’è più niente che può fermarla”. Eppure io non credo che sia così. Le vicende del puttanaio Italia mostrano invece la doppia faccia della “moralità”, la contemporanea presenza di pubblica rispettabilità e di licenziosità privata (vizi privati, pubbliche virtù…) e non occorre certo citare l’età vittoriana o l’Italia democristiana degli anni ‘50 per capire a cosa mi riferisco. Basta guardarsi attorno.

Basta osservare la “moralità” di un potere politico che impone per legge l’etica cattolica a tutti i cittadini: che parla in continuazione della “sacralità della vita" mentre i nostri militari assassinano bambine tredicenni, che parla di “libertà” mentre polizia e mass media costruiscono un formidabile apparato repressivo, che parla di “sacralità del matrimonio” mentre i nostri politici vivono tra puttane e relazioni con minorenni, che parla di “patria” mentre i membri della classe politica portano i loro soldi nei paradisi fiscali, che parla di “sobrietà” tra droghe, festini ed esibizioni di spudorata ricchezza.

Non è la mancanza di morale ad avvelenare questo popolo, anzi. Proprio l’eccesso di una morale, la sua pervasiva imposizione, la presenza del cancro della morale ipocrita ad aver trasformato questo paese nel puttanaio che è ormai palesemente diventato.

Non è un caso che i paesi nei quali vige un costume privato più libero e sincero siano anche i paesi con una vita pubblica più onesta e meno corrotta.

Forse per gli attuali diciottenni è troppo tardi, anche loro rosi dal verme della nostra “morale”. Per il futuro vale l’appello di Giorgio Gaber:

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Nessun commento:

Posta un commento