14 giugno 2009

Il 24 ottobre del 1922, ossia le prove generali

Metto in fila alcune considerazioni

 

  1. Il potere indiscusso di Berlusconi comincia a dare segnali di crisi, qualche sinistro scricchiolio che deve suonare davvero terrificante per il cavaliere e per tutti i suoi stallieri. Quelli palesi e quelli occulti.
  2. Il capo del pdl non ha mai nascosto la sua ammirazione per gente dalla fisionomia non proprio democratica e liberale, da Putin a Gheddafi, da Mussolini a Craxi.
  3. Il cavaliere ha una sua concezione della “delega” democratica, cioè una autorizzazione in bianco firmata dall’elettorato, in base alla quale l’UNTO (termine non casuale) può disporre del potere come vuole e come ritiene opportuno.
  4. Non è ignoto che l’uomo nonché capopopolo ami i metodi sbrigativi, ami essere ubbidito senza discussioni, ami circondarsi di gentucola prona a ogni suo desiderio o capriccio. Il parlamento è stato prontamente trasformato in un bivacco di incapaci, di servi, di ignoranti pronti a obbedire in nome di qualche boccone da rosicchiare.
  5. Appare evidente la crisi senile del cavaliere, rivelata dalle vicende recenti, dalla comica erotomania alle dichiarazioni imbarazzanti che necessitano di uno stuolo di smentitori di professione. L’uomo non vuole solo il potere, vuole essere amato, adulato, osannato. Si circonda di gentaglia che lo venera come un dio, odia tutti coloro che lo criticano, aspira a un consenso del 100% e c’è un solo modo per ottenerlo, il metodo cileno.
  6. Le ultime dichiarazione del cavaliere prefigurano un clima da assedio nazionale: in altro modo non potrebbe reagire un governo che si ritiene vittima di una cospirazione, sottoposto al rischio di un colpo di stato, al centro di un piano eversivo che, a detta di Berlusconi, coinvolge governi stranieri, la grande stampa internazionale, la finanza mondiale, l’opposizione interna (forse anche la SPECTRE, si sta indagando).
  7. L’uomo, per quanto appaia comico, specie dopo la barocca visita di Gheddafi, ha ai suoi ordini i servizi segreti (che in questo paese non sono proprio agnellini), carabinieri e polizia (sulla cui natura “democratica” esprimo serissime riserve), l’esercito (peggio che andar di notte). I vertici di tutte queste istituzioni sono stati nominati (anche di recente) o comunque sono ricollegabili a questo governo, cioè a quest’uomo, che notoriamente esige obbedienza cieca e assoluta dai suoi dipendenti.
  8. In giro per il paese sono già operative forze irregolari neofasciste, quasi certamente armate fino ai denti (si tratta spesso di ex carabinieri, poliziotti, militari), inclini alla violenza, ideologicamente formate all’obbedienza, comandate da personaggi ambigui e violenti.
  9. Il clima è adatto, l’opposizione non esiste, la gente è disaffezionata alla democrazia, i media sono tutti in mano al governo, i pochi giornali semiliberi si possono facilmente mettere a tacere. Nessun potere ha mai ceduto alla propria crisi senza un colpo di coda. Quest’uomo farebbe di tutto pur di mantenere il potere.
  10. C’è davvero bisogno di tirare le conclusioni?

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