04 giugno 2009

Io non voterò

I miei conoscenti lo sanno, gli altri possono immaginarlo abbastanza agevolmente. Anche questa volta non andrò a votare! Conosco tutta la litania, dal “così lasci decidere gli altri” al “così favorisci Berlusconi”, dal “votare è un diritto costato sangue e dolore” al “votare è un dovere”…

Ho deciso di non votare già da tempo. Naturalmente non è un dogma, non credo ai dogmi, e quindi qualche volta ho ceduto alla tentazione e ho votato… e ho fatto male!

Non importa per chi abbia votato. Ho sbagliato comunque. Votare per una sinistra litigiosa, per un PD asservito alla chiesa e impaurito dalla destra, per formazioni di estrema sinistra nobili ma immancabilmente destinate all’irrilevanza non cambia la sostanza del fatto.

Il rito del voto è un rito inutile. Inutile perché la democrazia è una favola, un’illusione. Perché votare significa solo scegliere, tra due padroni, quello che ti dovrà dominare per i prossimi anni; ma scegliersi il padrone non è certo segno di libertà, solo di una schiavitù più subdola. Perché da sempre le democrazie sono asservite al denaro, ai padroni del vapore, alle caste militari, alle burocrazie politiche. Perché la democrazia italiana è tante cose: una pornocrazia, una oligarchia, una clericocrazia, una demagogia populistica… è tante cose, ma certo non è e non è mai stata una DEMOCRAZIA nel senso proprio di un termine che non ha mai conosciuto una reale applicazione concreta.

Io non voterò. Ma non invito nessuno a seguire il mio esempio. Perché non intendo essere di esempio a nessuno, perché al limite sono uno spacciatore di dubbi e non di certezze, perché mi vergognerei di assomigliare a quelli che in tv o sul web non fanno altro che urlare le loro discutibili opinioni per imporle a tutti, sempre in nome della democrazia, s’intende.

Io non voterò, perché vivo in una terra dominata dalla mafia, in un paese in cui domina la classe politica più criminale del mondo, in un’Europa che non ha anima, se non l’anima delle sue burocrazie e della sua moneta sporca della fame e delle guerre di tutto il mondo.

Io non voterò perché non voglio essere loro complice. Perché non ho ancora smesso di sperare di poter assistere, prima o poi, a un nuovo “piazzale Loreto” in cui tutti i potenti e i loro servi troveranno il loro giusto posto.

3 commenti:

  1. Ehilà, benvenuto nel club. Lo sai che siamo il primo partito d'Italia? E se manifestiamo ci caricano pure. E poi la chiamano democrazia.
    Puah.

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  2. Appropò, se hai tempo vedi se l'ho buttata di fuori: http://iltafferugliointeriore.blogspot.com/2009/06/i-sovversivi-non-votano.html

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  3. nemmeno io voto, ho smesso all'incirca venti anni fa. la democrazia è sempre stata una teologia con cui giustificare l'esistenza del governante. come dici tu, poco importa chi sia.
    lo stato è una entità inventata per porre vincoli e balzelli, e per costruire muri dove apporre una bandiera.

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