24 giugno 2009

Quando il soldo tintinna…

Mi fa tenerezza il povero don Antonio Sciortino. E non perché è sotto l’attacco dei dichiaratori di professione del PDL: essere attaccati da Bondi, Cicchitto, Gasparri, Capezzone, dal buffo ex democristiano di cui non ricordo mai il nome, è un titolo di merito.

No, mi fa tenerezza perché temo che creda veramente a quello che dice. Temo, per lui, che sia sincero quando dice che il governo non deve pensare «di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla chiesa». Mi spiace caro don Sciortino, ma la chiesa continua a fare da decenni questi baratti. E dico decenni perché tengo conto soltanto della storia dell’Italia repubblicana, altrimenti dovrei cominciare a sgranare il rosario a partire da Costantino.

Caro don Sciortino, Berlusconi darà qualche soldo alle scuole cattoliche, qualche soldo agli istituti religiosi, qualche soldo al Vaticano, qualche soldo ai preti e, in cambio, otterrà da parte della sua chiesa la dichiarazione della sua santità e – perché no? – anche della sua verginità. D’altronde, caro don Sciortino, non è stata la sua chiesa a inventare il primo slogan pubblicitario? «Quando il soldo tintinna nella cassa, l'anima del defunto in Paradiso passa»

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