02 giugno 2009

W l’Italia

Mentre, come ogni anno, rifletto su quale perversione dell’intelletto possa portare a festeggiare la nascita della repubblica italiana con una esibizione muscolare di uomini e donne in divisa, armati fino ai denti, con annesse marcette militari e altra retorica militarista e patriottarda, trovo una notizia illuminante.

Il ministro della guerra (pardon, della difesa) ha dichiarato che vedrebbe di buon occhio l’apertura delle scuole militari agli alunni esterni.

C’è una logica, in fondo a tutto questo.

In tutti i regimi, da quello sovietico a quelli fascisti, da quelli “democratici” a quelli militari, l’esibizione di forza delle forze militari e di polizia serve a ricordare periodicamente a tutti dove risiede il vero potere. Non risiede certo nel “popolo sovrano”, non risiede nella forza della “legge”, non risiede nemmeno nelle belle parole delle costituzioni. Il potere risiede nella forza delle armi, e – ovviamente – solo chi controlla le armi, chi controlla esercito e polizia, detiene il potere. Poi, ovviamente, i media, la burocrazia, la finanza, si accodano e si inchinano ai detentori del potere.

Questo è ciò che chiamiamo democrazia e il 2 giugno non è certo la festa delle democrazia o della repubblica, è la festa del potere e degli uomini di potere che, difatti si godono impettiti lo spettacolo dei loro servi in divisa che sfilano per rassicurarli: il potere ve lo garantiremo anche per quest’anno!

E il ministro della guerra (pardon, della difesa) che c’entra? C’entra, c’entra, perché nei sogni di tutte le destre, al potere o all’opposizione, c’è sempre una scuola che addestri i giovani a essere bravi soldatini sul posto di lavoro, a servire il potere facendo il loro bravo dovere di elettori, a difendere il potere arruolandosi nell’esercito o nelle forze di polizia, a credere-obbedire-combattere. Per questo la scuola normale, palestra di normale conformismo, non basta più: il sogno è una scuola e una società che assomiglino a una grande caserma.

W l’Italia!

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