31 luglio 2009

Tra il detto e il non dicibile

Per la chiesa cattolica l’aborto è un peccato, un peccato che viene commesso dalla donna che abortisce, dai medici che procurano l’aborto, da tutti coloro che aiutano la donna ad abortire (da chi l’accompagna ad abortire a chi la sostiene in un momento comunque difficile), un peccato che comporta la scomunica immediata per tutti. Nulla da dire. Se una qualsiasi bocciofila ha il diritto di estromettere un socio per comportamenti in contrasto con lo statuto, anche la chiesa ha il diritto di estromettere chiunque e in qualsiasi momento.

Piuttosto, la domanda è un’altra. Se  abortire è un  peccato, in qualunque modo lo si faccia, per quale motivo la chiesa impedisce da decenni allo stato italiano di adottare un sistema abortivo come la RU486 che ha il vantaggio di non sottoporre la donna a un intervento  chirurgico invasivo?

Le motivazioni portate dalla chiesa e dai tanti chierichetti presenti in parlamento sono assurde.

La pillola abortiva banalizza l’aborto. Solo perché lo rende meno doloroso e invasivo? Non credo che nessuna donna affronterà mai l’aborto in modo banale.

La RU486 ha provocato 29 morti. A occhio molte meno dell’aspirina, ma nessuno ne ha mai proibito la vendita.

La RU486 è un regalo alle multinazionali del farmaco… Beh, lo sono anche le cure contro il cancro e contro l’AIDS. Proibiamo tutto e torniamo ai vecchi cari miracoli?

C’è qualcosa che nessuno dice. La pillola abortiva è un cattivissimo affare per la chiesa perché distrugge la strategia contro l’aborto che lo stato le ha regalato: l’assurda normativa sull’obiezione di coscienza. Oggi i medici che lavorano per gli ospedali pubblici possono scegliere se praticare o meno aborti grazie all’obiezione di coscienza. basta un anestesista obiettore o un infermiere obiettore per bloccare decine di aborti. Una assurdità giuridica. Naturalmente moltissimi medici sono obiettori di coscienza per le più svariate ragioni. In proposito tempo fa avevo scritto un post a cui rimando per conoscere la mia opinione. Questa strategia è servita alla chiesa per rendere l’aborto impossibile da praticare in molti ospedali pubblici. Con  la RU486 questa strategia diventa inutile, le donne non saranno più ricattate da medici che non praticano aborti pagati con soldi pubblici ma li praticano a pagamento nelle cliniche privare. L’aborto diventerà quello che doveva essere con la legge 194, una possibilità reale di scelta, un diritto!

I sacri ipocriti dovranno trovare altri modi per torturare le donne.

1 commento:

  1. La società sessista aiuta l'opera di emarginazione della donna, la Chiesa ha un ruolo che le consente di conoscere la vita reale e delle donne in particolare, io condanno più che la Chiesa i medici obiettori che a pagamento praticano l'aborto. Anni fa ho conosciuto una santa donna contro ogni forma di contraccezione che praticava l'aborto nel suo studio. Aiutiamo le giovani, i consultori sono poco frequentati dai giovani, solo presso una ASL ho trovato un opuscolo sulla contraccezione. Spero si informi la donna sui rischi, ho sentito che cercheranno di rendere l'accesso all'uso della pillola abortiva difficile con esami del profilo psicologico, è vero che non è salutare e rischioso ma la donna maggiorenne non deve subire anche ciò. Consideriamo che chiedono la RU486 donne violentate, con problemi, perchè una donna deve essere giudicata e l'uomo no. La donna in un momento di crisi economica è esposta al rischio disoccupazione inoltre in questo periodo chi vuole far nascere un futuro disoccupato?

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