25 agosto 2009

La metafora

L’Italia non è un paese, una nazione, uno stato: l’Italia è una metafora.

E, quel che è peggio, l’Italia è una metafora di se stessa, una paradossale meta-metafora, in cui tutti sembrano agire al fine di costruire l’immagine di una inarrestabile deriva.

Il presidente del consiglio dei ministri lo cito solo perché esiste. Basta leggere un qualsiasi quotidiano straniero (cioè non soggetto alla soffocante censura del regime berlusconico). LUI è una metafora del vuoto morale di questo paese, un vuoto da lui procurato e da lui degnamente rappresentato.

A Capri si scaricano liquami fognari fino a procurare la chiusura della celeberrima “Grotta Azzurra”, causando un danno di immagine, di credibilità, oltreché ecologico ed economico, incalcolabile.

Abbiamo cominciato a perseguitare e discriminare gli immigrati africani, gli zingari, gli europei dell’est. Adesso, ovviamente, è il turno degli omosessuali. Non so a voi, ma a me questa sequenza evoca pessimi antecedenti.

Hanno successo e godono dei favori degli “elettori”, coloro che predicano la divisione, la chiusura culturale in risibili identità particolaristiche, l’innalzamento di confini sempre più angusti e soffocanti.

Nel mio piccolo, ieri, per la prima volta, ho censurato un commento in questo blog letto da quattro gatti. Il solito imbecille anonimo che crede di poter offendere i vivi e i morti nascondendosi dietro il vuoto onomastico, metafora del vuoto cerebrale. Mi spiace doverlo dire, ma anche un idiota come quello mi pare una perfetta metafora di questo paese che affonda nel proprio guano.

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