29 agosto 2009

La testa della scuola pubblica

Crollano, una dopo l’altra, le colonne che sorreggono l’edificio del potere berlusconiano. Due, però, sono le colonne portanti del suo potere: l’alleanza di potere con la chiesa cattolica e il controllo dei mass media. Non è un caso che, mentre tutto attorno cade in macerie, Berlusconi si dedichi con ossessiva attenzione al controllo della TV e all’intimidazione dei giornali. L’assalto a Raitre, l’intimidazione a «La Repubblica», l’attacco volgare al direttore de «L’Avvenire», si iscrivono in questo disperato tentativo di salvaguardare uno dei cardini del potere berlusconiano. Senza il controllo totale dei mass media non esiste la possibilità di elevare la menzogna a sistema, cioè non esistono né Berlusconi né il berlusconismo.

Oltretutto, in questo periodo, i rapporti con la chiesa cattolica sembrano incrinarsi. Forse anche alla chiesa cattolica, che notoriamente è di bocca molto buona con gli uomini di potere, l’immoralità berlusconiana appare eccessiva e sembra che i vescovi stiano scaricando lo scomodo alleato. Ma se perde i cattolici Berlusconi perde un puntello essenziale del suo potere; di conseguenza, non può permettersi di lasciarsi sfuggire questa alleanza strategica nata all’indomani del crollo della DC.

Appare ovvio, oltretutto, che la chiesa cattolica, con il suo noto fiuto politico, abbia avvertito il fetore cadaverico che ammorba Palazzo Chigi e che si stia preparando a montare su un altro cavallo. Magari cercando di sfruttare fino alla fine il morente regime. D’altra parte, vista la debolezza di tale potere, la chiesa cattolica può alzare il  proprio prezzo ed estorcere qualcosa d’importante per sé.

C’entra qualcosa, con queste riflessioni, il fatto che ieri la ministra Gelmini si sia precipitata a Rimini per offrire su un piatto d’oro la testa della scuola pubblica alle festanti folle cielline? La distruzione della scuola pubblica a favore delle scuole cattoliche potrebbe essere l’ultimo colpo di coda del mostro morente, l’ultima ferita inferta alla libertà di questo paese che non ha mai amato la libertà, la testa che il lascivo Erode offre prima di precipitare nel suo abisso.

Nessun commento:

Posta un commento