10 agosto 2009

Le gabbie valutative

Come la maggior parte dei docenti italiani ero convinto, fino a ieri, che l’INVALSI fosse un ente totalmente inutile, nato per la nota insipienza dei ministri dell’istruzione in tema di scuola. Oggi ho cambiato idea. L’INVALSI è un istituto comico che ha lo scopo di far ridere in un paese e in una scuola in cui c’è pochissimo da ridere.

L’ultima trovata è quella dei test valutati con un “coefficiente di plagio”, in base al preconcetto che i ragazzi e i docenti del sud siano disonesti e bari.

Sembra quasi che, in attesa di riportare in vita le “gabbie salariali” volute da Bossi, questo governo di aquile abbia voluto creare delle “gabbie di valutazione”. Un “otto” dato a un ragazzo padano varrà otto, mentre un “otto” dato a un ragazzo terrone varrà sei.

Naturalmente, alla fine, un diplomato con “cento” di Milano varrà molto più di un diplomato con “cento” di Palermo. Cosicché, alla buonora, Ciro Esposito che si diploma con “cento” al primo tentativo varrà meno di, un Renzo Bossi che si diploma in un istituto privato al terzo o quarto tentativo.

Se non siamo ancora a «La difesa della razza», poco ci manca.

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