05 settembre 2009

Garbage time

Negli sport americani è quello che si chiama il "garbage time" cioè il tempo spazzatura, quei minuti di una partita che si giocano perché si devono giocare, nonostante il risultato sia deciso. Nel derby milanese della scorsa settimana il garbage time è cominciato a metà del primo tempo: 60 minuti di spazzatura con un Milan sconfitto e un’ora da giocare senza nessuno scopo.

Il nostro tempo odierno è il garbage time del berlusconismo. Oddio, a dire il vero tutta la parabola berlusconiana è disseminata, cosparsa, coperta di puzzolente spazzatura, ma i fatti di questi ultimi mesi hanno portato alla superficie il peggio che si possa concepire della spazzatura nazionale.

Guardiamo avanti, allora, a quando Berlusconi – per motivi politici o per motivi biologici – sarà tolto di mezzo. Cosa rimarrà di questo tempo?

Ovvio, resterà la memoria di tanta, tantissima spazzatura, spazzatura legata al nome e al volto del satrapo di Arcore. Però l’Italia, si sa, è senza memoria e in pochi mesi scorderà Berlusconi e tutto il suo baraccone, negheranno persino di averlo votato!

Ma resterà qualcosa di peggio. Resteranno intere generazioni che saranno nate e cresciute in mezzo a questa immondizia. Resterà la generazione di “Amici”, del “Grande Fratello”, dei reality, delle liti e delle tette, delle veline e dei calciatori miliardari. Resteranno generazioni convinte che Fede e Vespa siano giornalisti, che il TG1 e “Il Giornale” siano testate informative.

Resteranno generazioni convinte che la moralità sia l’ostentazione di una religiosità esteriore o di un rispetto interessato ai capi religiosi. Resteranno generazioni incapaci di comprendere concetti come verità, giustizia, uguaglianza, libertà. Resteranno generazioni convinte che l’unica cosa che conta nella vita sia scopare con un potente, essere figli di un potente, essere servili con un potente.

Resterà una società marcia fin nelle più recondite pieghe del suo tessuto, resterà l’Italia di Berlusconi, insomma. Chissà come se la riderà il satrapo, dentro il suo triste mausoleo, sapendosi circondato da quello che tanto ha amato in vita.

1 commento:

  1. Resterà un paese devastato sempre in attesa del nuovo salvatore della patria.

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