14 settembre 2009

Qui non si parla di politica

La ministra dell’istruzzzione dice che a scuola non devo “fare politica”… che significa?

Capisco che la ministra non sappia cos’è la politica, forse nessuno glielo ha mai spiegato, però  ho come l’impressione che per lei “non fare politica” corrisponda ad “non avere opinioni”. L’insegnante per lei deve essere un funzionario, un ripetitore di lezioni, un burocrate del nozionismo che ripete ogni giorno, ogni anno, le stesse cose, con il medesimo grigio disinteresse, senza passioni, senza opinioni, senza volontà.

La ministra ha della politica l’idea di una cosa sporca (d’altra parte ha imparato a fare politica dentro Forza Italia, la capisco…), della scuola, poi, ha idee molto confuse, meglio non parlarne.

Qualcuno (non io, non amo le missioni impossibili) dovrebbe spiegarle che a scuola i ragazzi devono imparare a formarsi delle opinioni, a formarsele da soli e  a non accettare passivamente quelle che vengono loro imposte dai mass media del padrone. Certo non impareranno a formarsi delle opinioni apprendendo da maestri che non hanno opinioni proprie. Lo diceva anche don Milani.

Alla ministra, invece, piacerebbe una scuola con tanti bei cartelli: “Qui non si parla di politica”, come ai tempi del fascismo. Che ci sia una relazione di qualche tipo?

4 commenti:

  1. A SCUOLA SI VA PER STUDIARE.......NEI COMIZI SI VA A FARE POLITICA...OGNI COSA AL MOMENTO GIUSTO....UN ESEMPIO PERCHE' NON DEFECHI MENTRE MANGI???? SICCOME ASCUOLA NON CI SEI SOLO TU MA TANTI CHE POSSONO ANCHE NON PENSARLA COME TE....LA POLITICA VAI A FARLA DA UN ALTRA PARTE....PER TE UN ESEMPIO....CASA DEL POPOLO ??

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  2. simona colombo14 ottobre 2009 10:36

    le idee non te le devono inculcare gli insegnanti. La politica deve restare FUORI dalla scuola. Un insegnante (a me è capitato) NON PUò ad una riunione con i genitori dire: NON VOTATE BERLUSCONI!
    Simona Colombo

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  3. Forse non ci siamo capiti... io non dico a nessuno per chi votare, anche perchè io NON VOTO, per scelta POLITICA. Io non "inculco" idee a nessuno, mi limito a non nascondere le mie, dicendo sempre quali sono le mie idee e quli sono i "fatti". Io a scuola cerco, come ho scritto, di spingere i ragazzi a formarsi delle opinioni proprie, non cerco di far loro accettare le mie opinioni, sulle quali, peraltro, coltivo sempre una sobria epoché. Purtroppo la Politica, per molti, è diventata politica, cioè scontro fra galletti che si spennano tra loro. La Politica, per me (come per don Milani) è capacità di pensare il futuro, capacità di ragionare sul mondo in cui si vive, capacità di capire cos'è giusto e cos'è sbagliato... come faccio a tenerla fuori dalla scuola?
    Per il fine anonimo: io in una casa del popolo non ho mai messo piede. Quando comincerete a imparare che il mondo non si divide in "fascisti" e "comunisti"?

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  4. Sono d'accordo con te.Anche perchè la scuola dovrebbe avere come obbiettivo quello di formare individui in grado di pensare autonomamente e di decidere se un'idea espressa dall'insegnante può essere condivisa o meno.Noi studenti siamo prima di tutto delle persone, non delle spugne che assorbono e prendono come verità assoluta tutto ciò che esce dalla bocca degli insegnanti, ed è compito della scuola offrirci tutti gli strumenti per poter giudicare e formulare delle nostre idee.
    Arrivati in quarta superiore compiamo 18 anni:possiamo votare.Ma cosa?Come?E con quali strumenti per valutare?Improvvisamente ci ritroviamo ad essere "adulti"e a dover fare i conti con il mondo esterno, fuori da quella bolla di irrealtà in cui è rinchiusa la scuola.Come possiamo affrontare il mondo reale se nella scuola di adesso anche commentare un articolo di giornale è considerato qualcosa di illecito?

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